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Tokyo 2020, bronzo per Simona Quadarella negli 800 sl: “È il mio riscatto”

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La 22enne romana chiude alle spalle di Ledecky e Titmus: "Per me è un riscatto dopo il quinto posto nei 1500. Mi sono detta che dovevo prendermi questa medaglia"
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TOKYO – Simona Quadarella è medaglia di bronzo negli 800 sl ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. L’azzurra ha chiuso in 8’18″35. Oro alla statunitense Katie Ledecky, argento all’australiana Ariarne Titmus. “È un bronzo che ripaga dalla delusione dei 1500 – ha detto la nuotatrice romana – Ho colto la seconda opportunità facendo una gara di testa perché sapevo che sarebbe stato difficile con le altre che infatti sono partite fortissimo. Ma io volevo tornare a casa con il sorriso e allora mi sono detta: ‘o ti prendi questa medaglia o ti prendi questa medaglia’“.

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IL RISCATTO DOPO LA DELUSIONE NEI 1500

“Questa doveva essere la mia Olimpiade, da cui dovevo uscire fuori contenta e dopo aver realizzato i miei sogni. Il fatto di essere sempre andata così bene alla fine è stato deleterio per me: con il 1500 queste aspettative sono tutte crollate e allora ho preso gli 800 come un riscatto”, ha proseguito la 22enne ricordando il quinto posto nei 1500, prova su cui nell’ambiente del nuoto italiano si dava quasi per scontato una sua medaglia. “Mi fa strano stare sul podio con due mostri come Ledecky e Titmus, ho provato a guardarle ma erano troppo forti. Oggi il mio obiettivo era il bronzo”.

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PALTRINIERI COME ISPIRAZIONE

Quadarella ha rivelato che a ispirarla è stato l’argento di Gregorio Paltrinieri: “Ho visto la gara con l’argento di Greg e mi ha esaltato, mi ha messo veramente i brividi. Il mio allenatore quando mi ha visto mi ha detto: ‘Ecco, queste sono le palle’. E allora mi sono detta che se ce l’aveva fatta lui con la mononucleosi, ce la potevo fare io con la gastroenterite. Per me è stato uno stimolo in più”.

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LA PAURA DI NON ARRIVARE A TOKYO

La nuotatrice romana porta quindi a casa una medaglia di bronzo alla sua prima Olimpiade, che però ha rischiato di saltare proprio a causa dei disturbi fisici: “Prima di partire ho avuto paura che potesse saltare tutto. Non ero preoccupatissima perché avevo due settimane davanti a me per recuperare – ha continuato Quadarella -, ma già il fatto di aver dovuto rimandare la partenza mi ha destabilizzato parecchio, ho avuto paura di non riuscire a partire. Però mi sentivo bene anche se evidentemente non avevo recuperato le forze, visto quello che è successo con il crollo nei 1500. Non voglio usare la gastroenterite come una scusa, perché ci sono tanti fattori che possono influenzare una gara”.

Simona Quadarella sin da giovanissima aveva le idee chiare: voleva diventare una nuotatrice. La sua passione l’ha ereditata dal padre istruttore e condivisa per anni con la sorella maggiore, Erica, suo punto di riferimento. Entrata non ancora diciottenne nel giro della nazionale senior, dopo numerose vittorie a livello giovanile, nel 2014 si è fatta conoscere al mondo conquistando il titolo di campionessa olimpica giovanile degli 800 stile libero a Nanchino. Cinque anni fa mancò la convocazione ai Giochi Olimpici di Rio sbagliando la gara decisiva ma quel passo falso inatteso è stato il punto di svolta della sua carriera. Ai suoi primi campionati mondiali, nel 2017, è subito medaglia di bronzo mentre l’anno successivo mette a segno una storica tripletta agli europei di Glasgow vincendo 1.500, 800 e 400 che la romana bissa anche a Budapest 2021. La consacrazione, per la 22enne romana, era già arrivata quando si è laureata campionessa mondiale nei 1500 a Gwangju 2019, facendo registrare anche il nuovo primato nazionale.

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