Facebook, Nicotra (Avaaz): “Bene Cara Italia, ora più trasparenza”

Responsabile Italia: "Social applica regole con discrezionalità"
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ROMA – “Ottimo che Facebook intervenga e segnali le pagine per violazione degli standard. Serve però più trasparenza rispetto al modo in cui il social network applica le proprie policy. Noi di Avaaz vorremmo ad esempio che quando è identificato un contenuto falso, tutti quelli che lo hanno visto ricevessero una notifica, che contenga una vera e propria correzione social”. Così alla ‘Dire’ Luca Nicotra, responsabile della sezione Italia di Avaaz.

L’organizzazione internazionale per le campagne online conta oltre 30 milioni di sostenitori, due milioni solo nel nostro Paese. Occasione dell’intervista, la vicenda dei contenuti rimossi da Facebook dalla pagina ‘Lega – Salvini premier’, su cui i portavoce del social network sono intervenuti chiarendo che, a essere cancellato, è stato solo il commento di un utente esterno. Un risultato ottenuto dopo una pioggia di segnalazioni della pagina innescata da una campagna del movimento anti-razzista Cara Italia, che denuncia la diffusione di contenuti d’odio.

Ma dopo tante segnalazioni, come mai Facebook ha cancellato un solo commento, peraltro di un utente esterno? “E’ una buona domanda. Non si può sapere” risponde Nicotra, che spiega: “Facebook permette di visionare gli standard della community ma non il modo in cui li applica, e questo è il problema – e l’ostacolo – principale”.

Secondo Nicotra, “Facebook applica le proprie policy seriamente, ma con estrema discrezionalità. Neanche noi di Avaaz abbiamo cognizione del modo in cui fa rispettare i propri standard ed è questo il problema principale. Serve un regolamentazione. A rischio è la tenuta stessa del sistema democratico”.

In vista delle elezioni europee di maggio, Avaaz ha segnalato a Facebook oltre 700 gruppi di sostenitori di partiti populisti e di estrema destra, che diffondevano contenuti falsi e di incitamento all’odio. “Il social ha preso seriamente il nostro report, ma ha chiuso solo il 20 per cento delle pagine segnalate” dice Nicotra. “In Italia in particolare, ciò ha riguardato 23 pagine non ufficiali di Lega, Movimento 5 Stelle e di altre reti di disinformazione, con quasi 2,5 milioni di follower”. Il caso denunciato da Cara Italia per il responsabile di Avaaz “è solo la punta dell’iceberg, a fronte di un sottobosco di gruppi creati per diffondere moltissimi contenuti d’odio e fake news”.

Secondo Nicotra, si tratta di gruppi creati dai sostenitori dei partiti che “non essendo pagine ufficiali, possono spingersi molto più in là con insulti e notizie false. Per attirare follower si usano profili falsi, oppure si crea un gruppo su un tema generico, per poi trasformarlo in un gruppo a sostegno di un partito o di una personalità politica”. L’esperto evidenzia che tutto ciò “accade soprattutto in periodo di campagna elettorale ed è appunto in questi momenti che lanciamo le nostre analisi-Paese”.

I post inciterebbero all’odio contro soggetti vulnerabili: donne, stranieri, membri della comunità Lgbt, e soprattutto migranti: “Il più delle volte – denuncia Nicotra – sono il principale bersaglio di odio e fake news”. La strategia, continua il responsabile, “è sempre la stessa: si recuperano notizie vere ma vecchie anche di dieci anni, in cui si parla di migranti che hanno commesso reati. Quindi si rilancia la news anche una dozzina di volte in un giorno. Negli utenti prende forma l’idea che ci sia insicurezza e che siamo sotto invasione”. Confutare una notizia non è difficile ma, dice Nicotra, “le persone che fanno parte di questi gruppi spesso hanno perso fiducia nei media tradizionali, quindi non andranno a verificare. Questo mina anche la fiducia nelle istituzioni e a lungo andare mette a rischio le fondamenta su cui poggia lo Stato democratico. Pensate che le pagine che Facebook ha rimosso in Italia dopo la nostra segnalazione avevano totalizzato 750 milioni di visualizzazioni nei tre mesi della campagna elettorale per le europee. Sono cifre enormi, che superano di 5-6 volte le pagine ufficiali degli attuali partiti di destra, come la Lega o il partito di Marine Le Pen”.
Perchè Facebook non le ha rimosse autonomamente? “Noi abbiamo scoperto quelle 700 pagine grazie a uno staff di 30 persone, mentre il security team di Facebook conta decine di migliaia di persone” dice Nicotra. “C’è una ragione economica se non lo fa: sono proprio queste pagine – con commenti, like, condivisioni – ad alimentare il proprio bacino di interazioni, ed è questo che fa ottenere a Facebook più richieste di spazi pubblicitari”.
Un problema che per il responsabile di Avaaz si risolve lavorando su due fronti: “Da un lato, chiediamo a tutte le piattaforme social di rendersi conto delle proprie responsabilità nell’influenzare il dibattito pubblico globale. Quindi devono fare di più per contrastare il linguaggio d’odio e la disinformazione, tramite l’autoregolamentazione; da un altro lato, la regolamentazione non può arrivare solo dall’alto, da aziende private. Si deve innescare un dibattito pubblico tra governi, società civile e organizzazioni, per definire dei regolamenti”.

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