Investire sulle competenze, priorità per lo sviluppo del Paese

Secondo la relazione del World Economic Forum più di un terzo delle compagnie mondiali ha registrato difficoltà nell’occupare posti di lavoro disponibili per la carenza di persone con le competenze che le posizioni offerte richiedevano
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ROMA – ​La prospettiva chiave per affrontare il futuro è l’innovazione delle competenze. Quando, infatti, parliamo di digital transformation, industria 4.0, economia della conoscenza facciamo riferimento a una realtà socio-economica sempre più articolata e complessa che richiede di investire proprio sulle nuove competenze e sulla capacità degli studenti di acquisire capacità nuove, idonee al mercato del lavoro che l’economia dell’innovazione produce. Nel 2015 il World Economic Forum ha pubblicato il report “New Vision for Education. Unlocking the Potential of Technology” con cui ha stilato la lista delle 16 “skills” del ventunesimo secolo, cioè le capacità che il sistema educativo deve garantire oggi. Secondo la relazione del World Economic Forum, infatti, più di un terzo delle compagnie mondiali ha registrato difficoltà nell’occupare posti di lavoro disponibili per la carenza di persone con le competenze che le posizioni offerte richiedevano. Competenze che vanno oltre il semplice studio delle materie tradizionali.

Investire in questa direzione è uno degli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione per rafforzare la competitività del Paese, per crescere con una maggiore velocità ed efficacia e per dare agli studenti opportunità concrete di accedere a un mondo del lavoro che sta profondamente cambiando il suo paradigma. In questo senso, il nostro sistema di istruzione dovrebbe essere messo nelle condizioni di mettere il primo tassello nella costruzione di questo quadro di nuove conoscenze indispensabili se non vogliamo lasciare un’intera generazione nella condizione di non poter competere ad alti livelli. Sarebbe necessario che le scuole rendessero strutturali le competenze tecnologiche, promuovendo anche curriculi flessibili per l’apprendimento trasversale, seri programmi di alternanza scuola-lavoro e modelli di orientamento realmente efficaci.

Oggi il tema del rafforzamento dell’innovazione didattica deve diventare centrale nell’agenda di qualsiasi governo che abbia l’obiettivo di una crescita a lungo periodo del Paese. Il mondo del lavoro richiede competenze sempre più articolate e complesse. Per questo, servono iniziative a tutti i livelli per rispondere a questa nuova domanda. Industria 4.0 sta rivoluzionando i sistemi di produzione, soprattutto, nelle imprese più innovative ma la formazione dei ragazzi non è in grado di rispondere a questa domanda di cambiamento. Nel nostro Paese, purtroppo, la relazione tra le nuove tecnologie e le professioni si traduce in una carenza di competenze che determina inevitabilmente degli effetti negativi sulla produttività. Non mancano i lavori, ma mancano le capacità di chi quei lavori dovrebbe svolgere. La rivoluzione digitale non sta cancellando solo posti di lavoro. Ne sta creando di nuovi. Bisogna mettere i ragazzi nelle condizioni di poterli occupare.

Eppure, troppo spesso gli imprenditori lamentano competenze esclusivamente “teoriche”; scarso spirito imprenditoriale; e, in genere, è abbastanza elevato il gap “digitale”. In questo quadro, l’unica scelta possibile è investire sulla formazione e l’apprendimento permanente e sul rafforzamento del legame tra le scuole e il mondo produttivo. Bisogna innovare l’offerta universitaria e puntare sull’innovazione dei contenuti e della didattica come sfida prioritaria.

On. Vanna Iori

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31 Luglio 2019
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