Siria, Save the Children a lavoro per riattivare l’ospedale di Idlib

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Dopo il bombardamento lo staff di Save the Children e' al lavoro per riattivare i servizi
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SaveC01ROMA – Hanno lavorato ininterrottamente tutta la giornata di ieri per riattivare almeno in parte i servizi dell’ospedale ostetrico di Idlib, in Siria, messo in ginocchio dopo il bombardamento di venerdi’ 29 luglio che ha ucciso due persone, mentre altre sei sono rimaste ferite e una donna incinta di sei mesi ha perso entrambe le gambe. Al momento, spiega una nota di Save the children, la struttura opera ad un livello ridotto ed e’ solo in grado di supportare i casi di emergenza e gli interventi non chirurgici.

“I cesarei non possono essere eseguiti perche’ le attrezzature necessarie e i generatori sono stati danneggiati negli attacchi – spiega l’organizzazione -. Ma i lavori di riparazione sono in corso. Il personale medico ha riferito che anche l’ambulanza dell’ospedale e’ stata danneggiata durante i bombardamenti. Lo staff ne ha preso in prestito una da una struttura vicina in modo da essere in grado di trasferire le donne che hanno bisogno di cesarei o che hanno complicazioni durante il parto ad altri servizi di emergenza nelle strutture dell’area circostante. La maggior parte dei mobili dell’ospedale e’ stata danneggiata negli attacchi, insieme a tre incubatrici e altre apparecchiature fondamentali”.

“Siamo molto grati al personale ospedaliero di Idlib per la resilienza e l’intraprendenza che sta dimostrando in questa situazione tremendamente difficile – ha dichiarato Sonia Klush, direttore di Save the Children in Siria -. Stanno lavorando giorno e notte, correndo contro il tempo, per assicurarsi che l’ospedale possa continuare a sostenere le donne e i bambini nel momento del bisogno. Tutte le sale travaglio e le incubatrici sono state spostate ai piani sotterranei per maggiore sicurezza e il personale e’ riuscito a trovare un generatore e un’ambulanza, presi in prestito da altre strutture, pur di rimanere operativi. L’ ambulatorio e’ stato chiuso fino a nuovo ordine, ma ci sono 6 ostetriche che lavorano in ospedale e che possono assistere le donne durante il parto anche nelle loro case”.

http://www.redattoresociale.it/

 

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