A Reggio Emilia 1,6 milioni per tagliare (ancora) le liste d’attesa

Il sistema sanitario reggiano raccoglie di buon grado la sfida della Regione che con l'ultima delibera approvata in
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Il sistema sanitario reggiano raccoglie di buon grado la sfida della Regione che con l’ultima delibera approvata in materia ha chiesto tra l’altro alle aziende di attuare una drastica riduzione delle liste d’attesa per le visite entro il 2015. Un obiettivo su cui l’Ausl reggiana e l’Arcispedale Santa Maria sono in sostanza “ben posizionate” avendo avviato una serie di azioni in questa direzione già dalla fine del 2014. Lo stato dell’arte rispetto alle direttive regionali è tracciato oggi dai direttori generali delle due strutture sanitarie, Antonella Messori e Fausto Nicolini, che annunciano per l’attuazione delle misure un piano dal costo stimato di 1,6 milioni. Risorse che in dettaglio saranno messe a disposizione per il 46% (750.000 euro) dall’ospedale, per il 28% (463.000 euro) dall’Azienda Usl e per il 26% (433.000 euro) dal sistema delle strutture private accreditate.

In dettaglio, leggendo i dati presentati dalle aziende sanitarie, risulta pienamente rispettato a luglio di quest’anno l’obiettivo di garantire il 90% delle prestazioni entro 30 giorni dalla richiesta per le prime visite ed entro 60 giorni per le prestazioni strumentali (come Tac e risonanza magnetica). Su circa una quarantina di esami infatti l’unica eccezione è costituita dalle visite ortodontiche (il tempo medio è di 37 giorni) con un indice di performance, secondo gli stringenti parametri regionali, del 19%. Il risultato, in questo caso, è legato alla difficoltà di reperire professionisti. C’è invece “ancora un po’ da lavorare” (ma con numeri di tutto rispetto) sulle cosiddette urgenze differibili, per cui l’obiettivo è effettuare la visita entro sette giorni.

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