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Roma, l’allarme dei presidi: “Una scuola su due andrebbe chiusa per inabitabilità degli edifici”

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Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale presidi Lazio, invita la politica e l'opinione pubblica a mettere l'edilizia scolastica al centro del dibattito
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ROMA – “Quasi il 60% delle scuole del Lazio hanno più di mezzo secolo, il liceo classico Visconti ha la sua sede in un edificio dove si è sviluppata tutta l’ideologia della Controriforma, che non mi sembra sia stata l’altro ieri ma era la metà del ‘500”. Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Lazio, fa il punto sullo stato dell’edilizia scolastica nella regione nel corso della trasmissione ‘Gli inascoltabili’ su Nsl Radio. “L’attenzione da parte dei proprietari (che sono o il Comune per le elementari e medie o la Città metropolitana per le superiori) è bassa. Spesso non ci rispondono – lamenta Rusconi – e quando lo fanno ci dicono: non abbiamo i fondi. Questo gioco dura da 30 anni, perché non c’è stata mai attenzione da parte dell’opinione pubblica sugli edifici scolastici tranne quando crolla un soffitto e c’è il proprio nipotino sotto quel tetto”.

Per Rusconi, la colpa però non è solo della scarsa attenzione mostrata dagli amministratori: “Paradossalmente avendo questo tipo di atteggiamento è più responsabile l’opinione pubblica del politico di turno. Se l’opinione pubblica non si muove e non dà segnali ben precisi che la scuola anche a livello di edifici deve essere una priorità, noi staremo sempre indietro rispetto agli altri Stati”. I problemi sono tanti, come ricorda il presidente dell’Anp Lazio: “C’è un problema sicurezza. Nella città di Roma un 50% delle scuole non ha il certificato di abitabilità, sicurezza impianti ecc. Se si trattasse di un edificio appartenente ad un privato ma aperto al pubblico, l’Asl lo chiuderebbe immediatamente. Lo Stato è attivo nell’imporre il rispetto delle norme ai privati – sottolinea Rusconi – ma quando si tratta del pubblico e quindi di sé stesso è troppo benevolo perché molte scuole andrebbero chiuse”.

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