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La rabbia degli infermieri a Cagliari: “Dimenticati dalle istituzioni”

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Un centinaio di operatori sanitari hanno manifestato in via Roma per la carenza di personale, infermieristico e di supporto
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CAGLIARI – Esplode a Cagliari la rabbia degli infermieri, stremati dopo un anno e mezzo di lotta in prima linea alla pandemia, ma “dimenticati e traditi dalle istituzioni regionali”.

Questa mattina circa un centinaio di operatori sanitari, giunti da tutta l’isola, hanno manifestato in via Roma -formando una lunghissima catena umana sotto il Palazzo del Consiglio regionale- chiamati a raccolta dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. I motivi della protesta sono molteplici, su tutti la carenza di personale, infermieristico e di supporto, che sta costringendo i lavoratori degli ospedali a turni massacranti.

Contestiamo la gestione del servizio sanitario regionale da parte di questa giunta- spiega Fausta Pileri, vice coordinatrice regionale e rappresentante nazionale Nursind-. Più volte abbiamo segnalato la carenza di personale sanitario- infermieristico, ostetrico e di supporto- che si traduce nella mancata assistenza dei pazienti. I sardi devono capire che corrono dei gravi rischi, noi non vogliamo assumerci questa responsabilità”. Nell’isola, prosegue Pileri, “mancano migliaia di infermieri e operatori di supporto per garantire una corretta assistenza, e qualche centinaio di ostetriche. Ma è una carenza preesistente alla pandemia, con il covid questa situazione si è aggravata. Non solo. La nostra Regione ‘matrigna’ non ha previsto il bonus per chi ha combattuto contro il Covid, ci sentiamo traditi”.

Urla al megafono Christian Cugusi, dirigente sindacale del Nursind: “In Sardegna mancano all’appello 4.540 infermieri per garantire il rapporto, giudicato ottimale, di tre infermieri per medico. Attualmente sono in servizio due infermieri per medico”. Secondo gli standard europei, ricorda, “abbiamo molti medici rispetto al numero di abitanti, e pochissimi infermieri: ci sono 3,8 medici ogni mille abitanti -la media europea è di 3,6- e 6,1 infermieri ogni mille abitanti (8,4 è la media Ue). Ogni infermiere dovrebbe assistere al massimo sei pazienti per ridurre del 20% la mortalità: ciò significa che se un infermiere assiste 12 pazienti, il 20% di questi potrebbe morire per inadeguatezza delle assistenze: nella nostra isola ogni infermiere si occupa in media di 11 pazienti, con punte di 17″.

Infine Fabrizio Anedda, coordinatore regionale Nursind: “Il sindacato dice ‘no’ alle lungaggini delle procedure concorsuali delle professioni sanitarie e alla negazione sistematica della mobilità del personale, sempre più ostaggio delle aziende e delle Assl all’interno della grande Ats. E dice basta al progressivo ricorso al lavoro precario e alla preclusione del diritto alla stabilizzazione dei dipendenti che maturano i criteri previsti dalla legge. Sono poi inconcepibili i ritardi sulle attribuzioni dell’indennizzo per esposizione al coronavirus, decretato nella primavera del 2020, erogato a tutti i dipendenti del sistema sanitario nazionale, tranne che a quello sardo”.

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