Coronavirus, Speranza: “Contagi in discesa, ma comportamenti individuali ancora determinanti”

MINISTERO DELLA SALUTE. INCONTRO PER EMERGENZA CORONAVIRUS
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospiite di 'In mezz'ora in più'
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ROMA – “Le settimane che arriveranno saranno ancora dall’esito non scontato e quindi i comportamenti individuali sarannno la chiave veramente determinante. Abbiamo ancora bisogno di comportamenti corretti”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, partecipando a “In mezz’ora in piu'”.

“La prudenza e la gradualita’- aggiunge- deve rimanere la nostra luce, la curva non si e’ alzata ma non si e’ neanche fermata, si e’ declinata dal lato giusto. Il lavoro fatto va nella direzione giusta e dobbiamo continuare su questa strada”.

“Che ci sia una differenza tra i territori e’ un dato di fatto innegabile“, prosegue Speranza. “E’ chiaro che il nord ha pagato un prezzo molto piu’ alto- aggiunge- pero’ il dato uniforme di queste settimane e’ che tutti sono in discesa, il trend di tutte le regioni va nella direzione giusta”.

Speranza sottolinea che “al momento i dati ci dicono che e’ vero che ci sono differenze quantitative” tra i contagi “ma la tendenza di tutte le regione va nella direzione giusta. La tendenza” dei contagi “e’ in discesa”.

Nel riaprire gli spostamenti tra Regioni, prosegue Speranza, “un rischio c’e’, sarebbe sbagliato non riconoscerlo. C’e’ stato un rischio quando abbiamo aperto la prima volta le fabbriche e il 18 maggio con l’apertura dei ristoranti e altre attivita’”.

“E’ chiaro che un rischio lo stiamo assumendo- aggiunge- il rischio zero non esiste, arriveremo al rischio zero quando ci sara’ il vaccino che spero arrivi il prima possibile. Fino ad allora ci assumiamo dei rischi ponderabili, nessuno ha la bacchetta magica. Per il rischio zero avremo dovuto avere il lockdown ancora per mesi ma avrebbe retto il nostro Paese e la nostra economia?”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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