Whirlpool, chiude il sito di Napoli: colpite 450 famiglie. Di Maio: “Pretendo rispetto”

Il management di Whirlpool annuncia la chiusura nonostante l'accordo dello scorso ottobre. L'ira dei sindacati
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ROMA – La notizia della chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli sarebbe già grave al solo pensiero che 430 lavoratori rischino di non avere più un posto di lavoro, ma diventa assurda se si pensa che, con questa scelta, i vertici aziendali decidano di stracciare un accordo che Whirlpool ha firmato lo scorso 25 ottobre al ministero dello Sviluppo Economico e col quale si impegnava a investire in Italia con un piano triennale da 250 milioni di euro”. Così un post su facebook Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

“Solo dopo la firma di quell’accordo e l’impegno concreto della multinazionale- aggiunge- il ministero del Lavoro concesse gli ammortizzatori sociali a sostegno delle donne e degli uomini che lavoravano per la Whirlpool. Aiuti meritati, visto l’impegno da loro profuso e poiché vittime incolpevoli di fallimenti che nulla avevano a che fare con la loro attività”.

“Con questo comportamento, però, i nuovi vertici di Whirlpool hanno mancato di rispetto a loro, ancor prima che al ministero dello Sviluppo Economico e al governo stesso- aggiunge Di Maio-. Pretendo che venga puntualmente fatta chiarezza su quanto accaduto nelle scorse ore al tavolo che ho già convocato per il prossimo 4 giugno”.

“Chiarezza che dovrà esser fatta prima di tutto per i 430 lavoratori e le loro famiglie, che sono e restano la priorità assoluta per il sottoscritto e tutto il Mise, che è pronto a rimettere in discussione l’intero piano industriale e a verificare l’utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi”, termina Di Maio.

WHIRLPOOL, LANDINI: CHIUSURA NAPOLI GRAVISSIMA, GOVERNO INTERVENGA

La chiusura dello stabilimento Whirlpoool di Napoli è una “cosa gravissima, anche perché meno di un anno fa è stato fatto un accordo al Mise che prevedeva invece investimenti ed il mantenimento di tutte le attività produttive. Non è accettabile. Serve una risposta immediata”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sottolineando che “Napoli e il Mezzogiorno hanno pagato già abbastanza e quindi credo sia necessario che anche il governo intervenga per far cambiare idea alla multinazionale e far rispettare gli accordi”.

WHIRLPOOL, FIOM CGIL: DISATTESI GLI IMPEGNI PRESI

All’incontro di questa mattina, chiesto da tempo dalle organizzazioni sindacali, il management di Whirlpool ha annunciato l’intenzione della multinazionale americana di vendere lo stabilimento di Napoli”. Cosi’ la Fiom-Cgil.

“Solo a ottobre scorso, con un accordo quadro sottoscritto in sede ministeriale- aggiunge- quindi con l’impegno anche del ministro Di Maio, Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell’occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo. Per la Fiom è inaccettabile che gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management”.

“Abbiamo chiesto- continua la Fiom- un incontro urgente al Ministero, la delegazione verrà ricevuta alle 12.30. È necessaria una presa di posizione del governo, co-attore dell’accordo quadro che ad oggi viene messo in discussione dall’azienda. Tutti gli stabilimenti del gruppo si sono fermati, con produzioni bloccate in tutto il gruppo”.

WHIRLPOOL, UILM: CHIUSURA SITO NAPOLI COLPISCE 450 FAMIGLIE

“La decisone di Whirlpool di chiudere lo stabilimento di Napoli colpisce quattrocentocinquanta famiglie, offende un territorio già duramente provato dalla crisi e dalla disoccupazione, vìola un accordo che la multinazionale aveva siglato ad ottobre 2018 con le organizzazioni sindacali e il governo, secondo cui nessuno stabilimento avrebbe dovuto chiudere, e segna quindi l’intenzione di disimpegnarsi dall’Italia. Lotteremo con tutte le nostre forze per scongiurare una decisione così scellerata”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile dei settori auto e elettrodomestici, e Antonello Accurso, segretario generale della Uilm Campania, al termine dell’incontro tenutosi a Roma.

“Whirlpool ha provato a imbellettare la sua decisione – aggiungono Ficco e Accurso – parlando di ‘vendita della fabbrica’, ma si tratta di eufemismi che suonano come una presa in giro e rischiano di esacerbare ancora di più gli animi in una terra con enormi problemi sociali”.

“Chiediamo al ministero dello Sviluppo economico – concludono Ficco e Accurso – di convocarci immediatamente, per esigere da Whirlpool il rispetto dell’accordo sottoscritto il 26 ottobre del 2018, in cui, in cambio di una proroga degli ammortizzatori sociali, non solo si garantisce la permanenza di tutte le fabbriche italiane, ma addirittura ci si impegna a concentrare proprio a Napoli l’intera produzione delle lavatrici di alta gamma. Il governo deve costringere Whirlpool a tenere fede agli impegni sottoscritti in sede istituzionale, altrimenti l’Italia perderà ogni credibilità e la multinazionale si disimpegnerà progressivamente dal nostro Paese chiudendo uno stabilimento dopo l’altro”.

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31 Maggio 2019
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