Dazi Usa al Messico, Lopez Obrador: “Servono alternative”

Il presidente messicano scrive una lettera a Donald Trump: "I problemi sociali non si risolvono con tasse o misure coercitive"
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ROMA – “Propongo di approfondire il dialogo e cercare alternative di fondo al problema migratorio”. Così il presidente messicano Manuel Lopez Obrador all’omologo americano Donald Trump, in risposta all’annuncio di dazi progressivi sui prodotti messicani come arma di pressione contro le migrazioni da sud verso gli Stati Uniti.

Lopez Obrador ha pubblicato su un social network la sua lettera indirizzata al presidente Usa poco dopo che questo aveva annunciato dazi al 5 per cento sulle merci importate dal Messico. Le tariffe dovrebbero entrare in vigore il 10 giugno, e potrebbero salire fino al 25 per cento se il Paese non agirà per fermare le migrazioni verso nord.

“Gli esseri umani non abbandonano i loro Paesi per piacere, ma per necessità” scrive il presidente messicano. “Per questo, dall’inizio del mio governo, le ho proposto di optare per la cooperazione allo sviluppo e aiutare i Paesi centroamericani con conversioni produttive per creare impieghi e risolvere questa incresciosa questione”. Nel testo si legge ancora: “Presidente Trump, i problemi sociali non si risolvono con tasse o misure coercitive. Come si può trasformare dalla sera alla mattina il Paese della fraternità con i migranti del mondo in un ghetto, in uno spazio chiuso dove si stigmatizza, si maltratta si perseguita, si espelle e si cancella il diritto alla giustizia a chi cerca con fatica di vivere libero dalla miseria?”.

Lopez Obrador continua: “Lo slogan ‘America First’ è una menzogna perché fino alla fine dei tempi, anche al di sopra delle frontiere nazionali, prevarranno la giustizia e la fraternità universali”.

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31 Maggio 2019
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