Murales militanti per commemorare strage Monte Sole

Marzabotto diventerà un teatro a cielo aperto. E un graffito potrebbe arrivare anche sui muri della Scuola di pace
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BOLOGNA – A Marzabotto, sull’Appennino bolognese, arrivano i ‘writers militanti’ per commemorare la strage di Monte sole compiuta dai nazifascisti sul territorio del Comune e in quelli limitrofi. Per la prima volta “sarà una memoria attiva”, introduce Giulio Campana, uno degli organizzatori del festival di street art che dall’1 al 7 ottobre coinvolgerà l’intero paese e le sue frazioni. Un periodo, quello scelto da Pennelli Ribelli, l’associazione fondata da Alex Sabatini, Giulio Campana e Andrea Casciu, “non casuale” ma volutamente deciso per “rendere omaggio alla storia in una maniera e con un linguaggio nuovo, affinchè l’identità industriale non rimanga solo un valore storico”. Infatti, sul territorio sono presenti molti edifici dismessi che “se trasformati artisticamente”, potranno avere nuova vita, avviando così “un percorso di rigenerazione”. Una sorta di ‘teatro a cielo aperto’ dove gli artisti daranno libero sfogo alla loro creatività. I protagonisti saranno alcuni dei nomi più significativi della street art italiana.

Le prime conferme sono arrivate da Andrea Casciu, Guerrillaspam, Ericailcane, Whoisnemos, Collettivofx e Sardegna Creativa. “Ognuno di loro avrà a disposizione degli spazi e potrà lavorare in completa autonomia”, racconta Valentina Cupi, vicesindaco di Marzabotto, riferendosi alle costruzioni che saranno “prese di mira”. Si tratta in gran parte degli edifici dell’ex cartiera, di varie cabine Enel e di altri fabbricati dell’area. 

A Cupi piace definirlo un “intervento di pittura a grandi dimensioni con un significato non solo estetico ma anche militante” per valorizzare il paese di Marzabotto. Anche se i temi dei disegni saranno liberi è indubbio che “il luogo è di per sè estremamente evocativo” e, aggiunge la vicesindaca, “vorrei che alcuni di questi murales venissero fatti sui muri della scuola di pace di Monte sole“. “Ho chiesto però agli artisti di reinterpretare il Lupo“, annuncia Cupi, che è anche assessora alla Cultura. Si tratta di Mario Musolesi, il comandante della brigata partigiana Stella Rossa che ha perso la vita durante l’eccidio di Monte sole.

L’importante sarà farsi notare e per questo “i murales saranno molto grandi” con l’obiettivo di creare dei segni forti, visibili a distanza per diventare “caratterizzanti del paesaggio e della storia della vallata”. “Se ci piacerebbe diventare una nuova Dozza imolese? Perchè no”, dice speranzosa la vicesindaca. Il progetto sarà autofinanziato da una campagna di crowfunding che partirà in questi giorni. “Siamo molto speranzosi a riguardo”, confidano gli organizzatori, lanciando anche l’idea di regalare alcune t-shirt con il logo dell’associazione a chiunque deciderà di contribuire alla realizzazione del festival.

di Sara Forni





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