Nicaragua. Pressioni anche da imprenditori, ma Ortega non lascia

Il presidente respinge le richieste di elezioni anticipate
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ROMA – “No” a elezioni anticipate, nonostante le richieste dell’opposizione alle quali si sono aggiunte quelle dell’organizzazione degli industriali e dell’uomo più ricco del Nicaragua, Carlos Pellas: è la posizione espressa dal presidente Daniel Ortega ieri sera, dopo nuovi cortei di protesta, scontri e vittime. Di fronte a una folla di sostenitori, nella capitale Managua, il capo di Stato ha respinto ogni ipotesi di voto prima della scadenza naturale del suo mandato nel 2022. In settimana a prendere le distanze da Ortega erano stati sia il Consiglio superiore delle imprese private (Cosep) sia Pellas. “Bisogna trovare una soluzione ordinata nel rispetto della Costituzione – aveva detto l’imprenditore – che implichi riforme ed elezioni presidenziali anticipate”. Ieri movimenti della società civile e oppositori sono tornati a dimostrare a Managua. In prima fila donne vestite di nero in segno di lutto per la morte dei loro cari nei disordini delle settimane scorse. Cinque le vittime segnalate ieri, oltre 90 quelle dall’inizio delle proteste di piazza e degli scontri con la polizia il 18 aprile.

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