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Razzismo sulla sua bacheca Facebook, ma Toti non batte ciglio. Pd attacca

Per la capogruppo del Pd in Regione, Raffaella Paita, sono "parole disumane e indegne di un rappresentante delle istituzioni"
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GENOVA – Domanda: “Bravo presidente! Ma quando li rimpatriamo quelle bestie straniere!?!”. Risposta: “Appena andiamo al governo. Purtroppo la Regione non può far nulla in questo campo. Dipende tutto dal ministero degli Interni a Roma”. E’ il botta e risposta andato in corso ieri sulla pagina Facebook ufficiale del governatore ligure, Giovanni Toti. La domanda arriva lunedì da uno dei quasi 70.000 follower del presidente della Regione Liguria a corredo di un post sulla movida nel centro storico genovese. La risposta è firmata Giovanni Toti e per la capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Raffaella Paita, non ci sono dubbi: “Che la mutazione lepenista e salvinista di Toti fosse già a buon punto lo sapevamo da tempo, ma non immaginavamo che il governatore ligure fosse arrivato a questi livelli di indecenza. Non ci sono altre parole, infatti, per descrivere questo dialogo”, accusa la dem.

“Uno scambio di battute da pelle d’oca, che dimostra come le dita, spesso, siano più veloci del cervello e tradiscano la vera natura di chi scrive- sostiene Paita- così Toti ha dimostrato la sua doppiezza: sabato era a omaggiare il Papa che parlava di accoglienza e lunedì se n’è venuto fuori con questo bel messaggio cristiano messo nero su bianco su internet”. Il botta e risposta via Facebook, per Paita, ha messo in luce “parole disumane e indegne di un rappresentante delle istituzioni, per le quali il presidente della Regione Liguria dovrebbe chiedere immediatamente scusa. I candidati a sindaco per il centrodestra Bucci e Peracchini prenderanno le distanze?”. Nel frattempo commento e replica sono stati cancellati dallo staff che gestisce la pagina del presidente ligure, ma non prima che la democratica se ne accorgesse.

di Simone D’Ambrosio, giornalista

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