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Firenze, il muro Torrigiani sta bene. E potrebbe non essere abbattuto

FIRENZE - Il muro d’argine in lungarno Torrigiani,
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FIRENZE – Il muro d’argine in lungarno Torrigiani, capace di frenare e reggere l’urto della frana che ha inghiottito circa 200 metri di strada, potrebbe non essere abbattuto. Restando in piedi così, spanciato di circa 3,5 metri sull’Arno, modellato nelle prime ore del 25 maggio da quei circa 1.000 metri cubi di terra scivolati verso il fiume. E’ un vero e proprio colpo di scena, visto che fin qui la via più accreditata parlava di demolire e ricostruire. Gli esami e le verifiche sono tuttora in corso, apprende la ‘Dire’ dagli uomini del Genio civile al termine di un sopralluogo ad hoc, “però lo stato di salute del muro d’argine non versa in così gravi condizioni come sembravaPotrebbe, quindi, essere conservato” affidandogli “una funzione meno importante di prima” dal punto di vista strutturale, ma decisiva sul versante storico.

Il lungarno, quindi, se questa ipotesi sarà approvata dal tavolo tecnico costituito dal sindaco di Firenze Dario Nardalla, “sarebbe retto da un sistema di pali, installati dietro al muro, che garantirebbero la funzione statica”. In questo caso, infatti, “sarebbe sollevata e scaricata da tutti i pesi” che ha retto per quasi 150 anni. La soluzione, inoltre, avrebbe “un vantaggio sui tempi di ripristino definitivi” dell’area collassata. Su questo scenario non si sbilancia Alessandra Marino, soprintendente delle Belle arti e paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, ma non smentisce: “Sono diverse le soluzioni in fase di studio. Si stanno vagliando diverse cose, verificandone la fattibilità. Solo al termine di questa fase- dice alla ‘Dire’- si determinerà la soluzione migliore. L’intento è fare presto e meglio possibile”.

di Diego Giorgi, giornalista

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