NEWS:

Ucraina, domani negoziati online: Lavrov vuole incontrare Kuleba

La Turchia 'al lavoro' sul bilaterale, da Mariupol nuovo corridoio

Pubblicato:31-03-2022 17:39
Ultimo aggiornamento:31-03-2022 19:06
Autore:

Lavrov guerra nucleare
FacebookLinkedInXEmailWhatsApp

di Alessandra Fabbretti e Brando Ricci

ROMA – Un corridoio per permettere ai civili di lasciare Mariupol in sicurezza è stato attivato stamani, dopo che il ministero della Difesa russo ha acconsentito a implementare un cessate il fuoco tra la città assediata e Zaporizhzhia, attraverso il porto di Berdiansk, controllato dalle forze russe. Stando alle autorità locali, oltre una dozzina di pullman, su circa 45 previsti, sono già partiti dalla città sud-orientale sul Mare di Azov, intrappolata in una violenta offensiva delle armate di Mosca che ha causato la morte di almeno 5mila persone, tra cui 210 bambini, così come hanno riferito le autorità ucraine.

LEGGI ANCHE: Senato dice sì a fiducia su decreto Ucraina (ma 72 non votano), rabbia Alternativa


VIDEO | La guerra in Ucraina dimezza la fiducia dei produttori italiani di macchine agricole

Intanto i colloqui di pace tra le delegazioni di Russia e Ucraina riprenderanno domani in modalità virtuale. Stamani, dal Cremlino hanno fatto sapere che c’è la disponibilità a tenere un incontro tra il ministro degli Affari esteri Sergej Lavrov e l’omologo ucraino Dmytro Kuleba. Ma come riporta la testata filo-governativa Ria Novosti, tale incontro dovrà produrre progressi “sostanziali”.

Il capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu, ha aggiunto che Ankara sta lavorando proprio a questo obiettivo. La Turchia due giorni fa ha ospitato dei colloqui di pace a Istanbul che hanno portato a qualche piccolo progresso, con i delegati di Kiev che hanno fatto intendere di essere disposti a rendersi neutrali rispetto alla Nato in cambio di un “meccanismo di garanzie” composto da vari Paesi, mentre i delegati russi hanno promesso una de-escalation e chiesto colloqui separati sulla questione della Crimea e del Donbass. La liberazione di quest’ultima regione, come ha chiarito il Cremlino qualche giorno fa, è sempre stato il reale obiettivo “dell’operazione speciale” nel Paese, avviata il 24 febbraio scorso. I colloqui del 29 marzo non hanno tuttavia condotto a una fine immediata delle ostilità sul terreno. In una intervista televisiva delle ore scorse, il presidente Volodymyr Zelensky ha detto di non credere alla volontà russa di ridurre gli attacchi e si è detto piuttosto convinto che il Cremlino stia preparando “un’offensiva su larga scala” nel Donbass. 

ERDOGAN: “OBIETTIVO È FAR INCONTRARE PUTIN E ZELENSKY

L’obiettivo finale della Turchia nell’ambito dei negoziati per porre fine al conflitto in corso in Ucraina è riuscire a “far incontrare” il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’omonimo russo Vladimir Putin. Così il capo dello Stato turco Recep Tayyip Erdogan, due giorni dopo un round negoziale che si è svolto martedì a Istanbul. Secondo il governo turco e diversi analisti internazionali la riunione di ieri è stata la più proficua in assoluto dall’inizio del conflitto, scoppiato con il lancio di un’offensiva militare da parte della Russia lo scorso 24 febbraio.

Oggi la promessa russa di “ridurre drasticamente le attività militari” in alcune città ucraine, a partire dalla capitale Kiev, sembra essere per il momento rispettata. Ieri attacchi sono stati registrati in più zone teoricamente garantite dall’impegno russo. Parlando con i giornalisti prima di imbarcarsi per l’Uzbekistan, Erdogan ha reso noto di “voler tenere presto dei colloqui con Putin e Zelensky”.

Le dichiarazioni di Ankara seguono quelle del ministro degli Affari esteri Mevlut Cavusoglu, che sempre oggi ha detto che la diplomazia turca sta lavorando per far incontrare “entro due settimane” gli omologhi di Russia e Ucraina, rispettivamente Sergej Lavrov e Dmytro Kuleba. Il presidente turco, riferisce l’agenzia Anadolu, ha anche dato conto dell’apertura di Ankara rispetto a un ruolo di “garante” della sicurezza ucraina insieme ad altri Paesi, nell’ambito di una formula proposta a Instanbul da Kiev in cambio all’impegno di non richiedere l’ingresso nella Nato. Secondo il presidente però i dettagli di questa iniziativa devono ancora essere definiti.

STOLTENBERG (NATO): “LA RUSSIA NON VUOLE SOLUZIONE POLITICA

È ovvia la scarsa volontà dalla Russia di trovare una soluzione politica: l’invasione militare persistente, i continui bombardamenti sulle città e i piani della Russia per riposizionare alcune truppe per trasferirle in alte parti e rafforzare la sua presenza in Donbass ci fa capire che dobbiamo giudicare la Russia in base alle sue azioni”. Così il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, durante una conferenza stampa nel corso della presentazione del rapporto annuale dell’Organizzazione del Patto Nordatlantico. “Possiamo giudicare la Russia solo per le sue azioni, perché a fronte dell’annuncio di ritirare le truppe da Kiev e dal Nord dell’Ucraina, l’intelligence ci riferisce che la Russia sta cercando di raggruppare e rifornire le sue truppe”, ha continuato Stoltenberg presentando il rapporto che ha rivelato la crescita per il settimo anno consecutivo degli investimenti militari nella Nato (270 miliardi di dollari in più rispetto al 2014). 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it


California Consumer Privacy Act (CCPA) Opt-Out IconLe tue preferenze relative alla privacy