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TRAILER | Nelle sale ‘Finale a sorpresa’, esilarante commedia sul cinema con Penélope Cruz e Antonio Banderas

Il film diretto da Gastón Duprat e Mariano Cohn è una commedia che ironizza sul mestiere dell'attore e sul cinema

Pubblicato:31-03-2022 11:39
Ultimo aggiornamento:31-03-2022 14:45

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VENEZIA – Cosa succede quando due interpreti di talento e dall’ego smisurato vengono ingaggiati per girare un film insieme? Si muore dal ridere. Specie se a interpretare Félix, (una stella di Hollywood maniaca dei social) e Ivan (intellettuale attore di teatro) sono Antonio Banderas e Oscar Martínez. A fare da mediatrice, ma allo stesso tempo ad aumentare involontariamente la competizione tra i due, una vulcanica e sopra le righe affermata regista, interpretata da una Penélope Cruz dalla folta criniera rossa.

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Sono loro i protagonisti di ‘Finale a sorpresa – Official Competition‘, film presentato in concorso durante la scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia (dove Cruz ha vinto la Coppa Volpi con Madres Paralelas’ di Pedro Almodóvar) e in uscita nelle sale italiane il 21 aprile. Dietro la macchina da presa due assidui frequentatori del festival, Mariano Cohn e Gaston Duprat, che nel 2016 proprio al Lido presentarono ‘Il cittadino illustre’, grazie al quale Martinez si aggiudicò la Coppa Volpi. Questa volta al Lido hanno presentato una commedia metacinematografica che racconta il dietro le quinte di un set, esasperando, attraverso dei personaggi molto ben caratterizzati e dialoghi esilaranti, il lavoro preparatorio di interpreti e registi.

“Alcune cose che vediamo nel film mi sono capitate veramente. Ci sono attori che urlano prima della scena. La prima volta che mi è successo pensavo fosse una mucca”, ha raccontato Banderas in conferenza stampa insieme al regista e agli altri due protagonisti della pellicola.

“Gli esercizi preparatori del corpo e della voce li abbiamo fatti e visti fare e aiutano a collocarti nella scena, ma non devi dare fastidio- ha dichiarato Cruz interrogata su quali esperienze fuori dall’ordinario ha vissuto durante la sua carriera- Quando ho fatto ‘Non ti muovere’ non mi sono depilata per tre mesi e sono andata in giro con i denti neri ed era normale. Un’esperienza strana, invece, mi è stata raccontata da un’amica, di cui non farò il nome, a cui un regista ha chiesto di andare da uno psicologo specifico prima delle riprese di un film e quando ci è andata ha scoperto che lo psicologo era lui”.

Nel film a scontrarsi sono due modi molto differenti di concepire il mestiere dell’attore e il mondo del cinema: uno in apparenza ‘corretto’, fatto di lavoro sul personaggio (in stile Stanislavskij), rifiuto di cachet milionari e di premi ‘che riducono l’arte a una competizione sportiva’. L’altro fondato su apparenza, lusso e riconoscimenti. “Abbiamo riso con intelligenza dell’arte- ha spiegato Banderas- Il mio personaggio è maschilista, non mi somiglia. I suoi obiettivi non sono nobili. Di buono però c’è che è trasparente. Iván, invece, è più sibillino, dietro al suo essere politicamente corretto. Il narcisismo non è solo di chi si guarda e si piace, c’è anche un narcisismo intellettuale”.

( Foto Credits La Biennale Di Venezia- ASAC ph G_Zucchiatti)

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