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Sudan, un miliardo di debiti con Londra: l’80% sono interessi

Il governo britannico accusato di "offrire supporto al Sudan condizionato all'impopolare programma di 'austerity' che minaccia di esarcebare la povertà"
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Di Brando Ricci

ROMA – Il debito estero del Sudan nei confronti della Gran Bretagna, che ammonta a oltre 850 milioni di sterline, è costituito per circa l’80 per cento da soli interessi: a rivelarlo sono dati diffusi dal governo britannico in ottemperanza della legge sulla libertà di informazione, rilanciati dal settimanale The Observer.

Secondo i numeri resi disponibili dal governo del primo ministro Boris Johnson, degli 861 milioni di sterline (un miliardo di euro) che Khartoum deve a Londra ben 684 milioni (circa 800 milioni di euro) sono interessi, maturati a un ritmo di circa il 12 per cento per ogni decade. Stando al sito della campagna Jubilee Debt Campaign, infatti, il debito sudanese rispetto alla Gran Bretagna era di 170 milioni di sterline nel 1984 ed è aumentato con queste percentuali fino a oggi.

La notizia ha suscitato polemiche nel Regno Unito. Il governo, riferisce l’Observer, settimanale della domenica del quotidiano The Guardian, ha riferito che l’obiettivo è sostenere l’esecutivo di transizione sudanese guidato da Abdalla Hamdok e che per questo Londra “attualmente non sta perseguendo” il Paese africano “per i suoi debiti non pagati” che anzi si impegna a concordare con Khartoum un “accordo completo”.

Secondo Nick Dearden, invece, direttore della ong britannica Global Justice Now, “è veramente inconcepibile che la Gran Bretagna continui a detenere questi prestiti come una qualche forma di leva finanziaria sul governo del Sudan oggi”. Dearden ha infatti accusato il ministro degli Esteri Dominic Raab di “offrire supporto al Sudan condizionato all’impopolare programma di ‘austerity’ che minaccia di esarcebare la povertà e sminuire il fragile cammino verso la pace del Paese”.

Nelle scorse settimane sette Stati del Sudan hanno dichiarato lo stato di emergenza a fronte delle proteste della popolazione contro l’aumento del prezzo del cibo.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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