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Political reform signals crisis in the Brazilian government

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by Bianca Oliveira

SAO PAULO – The resignation of the Minister of Foreign Affairs, Ernesto Araújo, paved the way for the realization of a Ministerial Reform in the government of President Jair Bolsonaro. On Monday (29), Bolsonaro announced the change in command of 6 ministries in all.

The Minister of Defense, General Fernando Azevedo e Silva, was replaced by the Minister of the Civil House, Braga Netto. General Luiz Eduardo Ramos, who was in the Government Secretariat, was transferred to the Civil House. Federal deputy Flávia Arruda assumes Ramos’ vacancy.

The Ministry of Justice is now headed by Anderson Gustavo Torres in place of André Mendonça, who takes charge of the Federal Attorney General. For the Ministry of Foreign Affairs, Bolsonaro has already appointed ambassador Carlos Alberto Franco França.

The changes are the result of a series of political pressures that the government has been suffering from the worsening of the Covid-19 pandemic, which has already passed the 310,000 dead mark, with a daily average of 2,655 deaths. According to a more recent survey by the Datafolha Institute, popular rejection of Bolsonaro in the management of the pandemic broke a record and 54% of Brazilians see his performance as bad or terrible.

In the last week, a letter from businessmen and economists also called for a change in the direction of the government in relation to the health and economic crisis. More than 1500 representatives signed the document that called for an end to denialism and the creation of a Committee to combat Covid that brought together the country’s main leaders and experts.

Since the constitution of this group, last Wednesday (24), the leader of the Chamber of Deputies, Arthur Lira, raised his tone against the government and stated in plenary that he was “lighting up a yellow light”.

“Among all the possible political remedies that this House can apply at a time of enormous anguish for the people and their representatives, the least damaging would be to make a tidying brake until all necessary measures and all urgent postures were immediately adopted, until that any other agenda could be put on the agenda again, ”said Lira.

Public opinion understood the speech as a threat to open an investigation into the government’s management in combating the pandemic or even an impeachment process, if Jair Bolsonaro did not indicate a significant change.

GOVERNO BRASILIANO SOTTO PRESSIONE, BOLSONARO CAMBIA SEI MINISTRI

di Bianca Oliveira

SAN PAOLO DEL BRASILE – Le dimissioni del ministro degli Esteri del Brasile, Ernesto Araujo, hanno aperto la strada a un rimpasto nel governo del presidente Jair Bolsonaro. Sempre più criticato per la sua gestione della pandemia di Covid-19, il capo di Stato ha annunciato cambiamenti alla guida di sei dicasteri.

Il ministro della Difesa, il generale Fernando Azevedo e Silva, è stato sostituito da Braga Netto, ormai ex ministro della Casa civil, una sorta di segreteria della presidenza. Al dicastero che era occupato da quest’ultimo è stato invece assegnato il generale Luiz Eduardo Ramos, fino a quel momento a capo della segreteria del governo. La deputata federale Flavia Arruda ha assunto l’incarico che era di Ramos.

Il ministero della Giustizia passa a Anderson Gustavo Torrero, al posto di André Mendonca, che assume invece il comando della Advocacia-Geral da Uniao, l’avvocatura generale dello Stato. Per il ministero degli Esteri, invece, Bolsonaro ha già indicato l’ambasciatore Carlos Alberto Franco Franca.
Il rimpasto è conseguenza di una serie di pressioni politiche alle quali il governo è sottoposto anche per l’aggravarsi della pandemia di Covid-19. Il numero di morti provocato dalla crisi sanitaria ha infatti superato quota 310.000, con un media di decessi giornalieri di 2.655. Secondo un sondaggio recente condotto dall’Instituto Datafolha, il rifiuto popolare della gestione della pandemia da parte di Bolsonaro ha battuto un nuovo record: il 54 per cento dei brasiliani giudica la sua politica come “negativa” o “terribile”.

La settimana scorsa anche imprenditori ed economisti hanno scritto una lettera per chiedere un cambio di direzione del governo in relazione alla crisi sanitaria ed economica. Più di 1.500 esponenti di queste realtà hanno siglato un documento con il quale chiedevano la fine dell’approccio “negazionista” e la costituzione di un comitato ad hoc per combattere la diffusione del Covid-19 che riunisca i principali leader e specialisti del Paese.

A partire dalla nascita di questo gruppo, mercoledì scorso, il presidente della Camera dei deputati, Arthur Lira, ha alzato i toni contro il governo, affermando durante una sessione plenaria che stava “scattando il cartellino giallo”. “Fra tutti i possibili rimedi politici che questa Costituzione può applicare in un momento di enorme angoscia del popolo e dei suoi rappresentanti – ha detto Lira – il meno dannoso sarebbe imporre un blocco su qualunque attività finché non saranno regolate le questioni più urgenti, per poter poi tornare a tutti gli altri temi in agenda”. L’opinione pubblica ha interpretato il discorso come una minaccia di apertura di indagini sulla gestione della pandemia da parte del governo o addirittura di un possibile inizio di un processo di impeachment, nel caso in cui Bolsonaro non desse indicazioni per un cambiamento significativo.

REFORMA POLÍTICA SINALIZA CRISE NO GOVERNO BRASILEIRO

por Bianca Oliveira

SAO PAULO – A demissão do Ministro das Relações Exteriores, Ernesto Araújo, abriu caminho para a realização de uma Reforma Ministerial no governo do presidente Jair Bolsonaro. Na segunda-feira (29), Bolsonaro anunciou a troca no comando de 6 ministérios ao todo.

O ministro da Defesa, general Fernando Azevedo e Silva, foi substituído pelo ministro da Casa Civil, Braga Netto. Para a Casa Civil, foi deslocado o general Luiz Eduardo Ramos, que estava na Secretaria de Governo. A deputada federal Flávia Arruda assume a vaga de Ramos.

O Ministério da Justiça passa a ser chefiado por Anderson Gustavo Torres no lugar de André Mendonça, que assume o comando da Advocacia-Geral da União. Para o Ministério das Relações Exteriores, Bolsonaro já indicou o embaixador Carlos Alberto Franco França.

As mudanças são consequências de uma série de pressões políticas que o governo vem sofrendo com a piora da pandemia da Covid-19, que já passou a marca dos 310 mil mortos, com média diária de 2.655 óbitos. Segundo pesquisa mais recente do Instituto Datafolha, a rejeição popular a Bolsonaro na gestão da pandemia bateu recorde e 54% dos brasileiros veem sua atuação como ruim ou péssima.

Na última semana, uma carta de empresários e economistas também cobrou uma mudança nos rumos do governo em relação à crise sanitária e econômica. Mais de 1500 representantes assinaram o documento que pedia o fim do negacionismo e a constituição de um Comitê de combate à Covid que reunisse os principais líderes do país e especialistas.

A partir da constituição desse grupo, na quarta-feira passada (24), o líder da Câmara dos Deputados, Arthur Lira, subiu o tom contra o governo e afirmou em sessão plenária que estava “acendendo um sinal amarelo”.

“Dentre todos os remédios políticos possíveis que esta Casa pode aplicar num momento de enorme angústia do povo e de seus representantes, o de menor dano seria fazer um freio de arrumação até que todas as medidas necessárias e todas as posturas inadiáveis fossem imediatamente adotadas, até que qualquer outra pauta pudesse ser novamente colocada em tramitação”, disse Lira.

A opinião pública entendeu o discurso como uma ameça de abertura de uma investigação sobre a gestão do governo no combate à pandemia ou até mesmo de um processo de impeachment, caso Jair Bolsonaro não indicasse uma mudança significativa. 

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