L’allarme dei presepiai di Napoli: “Senza aiuti botteghe chiuderanno per sempre”

In una lettera indirizzata a Mattarella, Draghi, Fico, De Luca e de Magistris gli artigiano di San Gregorio Armeno hanno chiesto alle istituzioni sgravi fiscali e sostegni economici
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NAPOLI – Gli artigiani di San Gregorio Armeno hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Mario Draghi, al presidente della Campania Roberto Fico, alla Regione Campania e al Comune di Napoli per denunciare “la difficile situazione in cui versano gli artigiani della famosissima strada dei presepi”. “Le botteghe storiche artigianali di via San Gregorio Armeno, date le circostanze, si trovano ad oggi in serie difficoltà economiche, addirittura si rischia la chiusura definitiva di alcune di esse, a causa dell’accumulo di spese di fitto, utenze e tasse. La chiusura di queste antiche botteghe – denunciano i presepiai – oltre a causare una grave perdita della tradizione artistica e culturale del centro storico di Napoli, favorirebbe la sostituzione di quest’ultime con altre attività, ponendo così fine all’unicità della famosissima Via San Gregorio Armeno. I sostegni economici statali sono veramente irrisori per far fronte ai debiti accumulati fino ad ora e alle spese dei prossimi mesi che saranno ancora duri”.

Alle istituzioni chiedono sgravi fiscali, sostegni economici per far fronte alle spese vive di tutte le attività con finanziamenti in parte a fondo perduto e in parte a tasso agevolato. “Questi aiuti, per la sopravvivenza minima delle storiche Botteghe – si legge nella lettera – porteranno un notevole beneficio sociale ed economico a tutta la comunità, in quanto, essendo Via San Gregorio Armeno un attrattore naturale del turismo campano, italiano ed estero, attirerà tantissimi turisti nella città di Napoli e di conseguenza nella Regione Campania riportando l’Italia ai vertici della meta turistica di tutto il mondo. Chiediamo un incontro urgente con tutte le Istituzioni preposte affinché si possa trovare una soluzione prima che sia troppo tardi”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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