Coronavirus, in’t Veld (Alde): “Ue sia comunità, altrimenti crolla”

L'eurodeputata olandese e liberale fa il punto sui possibili scenari dopo il mancato accordo tra i capi di Stato e di governo dell'Ue sugli aiuti ai Paesi piu' colpiti dal coronavirus
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BRUXELLES – “È molto importante essere sinceri e spiegare ai propri connazionali, in ogni Paese, che abbiamo tutti bisogno di un’Unione Europea piu’ forte“. Non ha dubbi Sophie in’t Veld, eurodeputata olandese e liberale. Cinquantasette anni, dal 2004 sempre rieletta nell’assemblea di Bruxelles e Strasburgo, in un’intervista con l’agenzia Dire fa il punto sui possibili scenari dopo il mancato accordo tra i capi di Stato e di governo dell’Ue sugli aiuti ai Paesi piu’ colpiti dal coronavirus. Un esito anche conseguenza dell’opposizione di Paesi Bassi e Germania, tra gli altri, ai Coronabond.

“Il problema e’ che tutti i dirigenti politici di ogni Paese oggi parlano esclusivamente ai loro connazionali” sottolinea in’t Veld, che fa riferimento al gruppo dell’Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa (Alde): “Ogni governo teme di perdere le elezioni qualora agisse per l’interesse di tutti gli europei”.

“Non sono d’accordo con il governo olandese” premette in’t Veld: “Quando c’e’ una situazione cosi’ drammatica e dolorosa, non si possono assumere posizioni simili. Non e’ una questione politica, ne’ di nord ne’ di sud: siamo tutti esseri umani“.

Secondo l’eurodeputata, “l’Ue non e’ solo un mercato comune, un bilancio e un’economia, e’ anche una comunita’ di persone”.
Tuttavia, dice in’t Veld, “non si puo’ accusare il governo olandese di obbligare l’Italia al rispetto delle regole” perche’ “tutti i Paesi membri hanno firmato i trattati, quindi serve una auto-disciplina”. Le regole varrebbero insomma per tutti e non si potrebbe parlare di “qualcosa che il nord impone al sud”.

L’eurodeputata continua: “La Commissione europea ha gia’ detto che non saranno applicate le regole come prima perche’ ci troviamo una situazione particolare. Allo stesso tempo fare una politica prudente per il bilancio e’ un dovere non solo per il Trattato di Maastricht ma anche per tutti i cittadini. È un obbligo che abbiamo verso le generazioni future“.

Secondo in’t Veld, “la grande debolezza dell’Ue e’ il metodo intergovernativo”, ovvero il fatto che le decisioni piu’ importanti in Europa le prendono i capi di Stato e di governo e non le istituzioni comunitarie come Parlamento e Commissione europea. “Si vede in ogni settore” dice l’eurodeputata: “L’asilo, l’immigrazione, il bilancio, lo stato di diritto e oggi anche le crisi sanitarie”.
Secondo in’t Veld, questo e’ un modello che “funzionava benissimo negli anni ’50 e per sei Paesi membri, ma per il mondo di oggi non funziona piu'”. L’appello e’ una riforma che non puo’ essere rinviata: “Non possiamo piu’ andare avanti con il sistema del secolo scorso”.

Per riformare l’Unione Europea, secondo in’t Veld, “ci vuole prima di tutto volonta’ politica e se nessun capo di governo si prende la responsabilita’ di agire per l’interesse comune rischia di crollare tutto il sistema”.
Secondo l’eurodeputata, “i nostri concorrenti non sono gli altri paesi Ue, bensi’ altre potenze continentali come Stati Uniti e Cina”. Tra le riforme concrete piu’ importanti, ci sarebbe “un bilancio europeo flessibile che si possa adattare alle esigenze della situazione, non fisso per sette anni”. Un tempo troppo lungo, come avrebbero confermato le elezioni europee dello scorso maggio. “Hanno dato un segnale – dice in’t Veld – con l’alta affluenza dei piu’ giovani”.
E quali leader potrebbero guidare un simile cambiamento? “Non ce ne sono tanti” ammette in’t Veld, convinta che il francese Emanuel Macron sia “l’unico capo di Stato che si e’ espresso per un’Unione piu’ forte”.

L’eurodeputata allarga poi lo sguardo: nei paesi dell’est ci sarebbero politici “con poca esperienza ma molto bravi” mentre segnali incoraggianti arriverebbero dall’Italia stessa. “Ho molta fiducia nel popolo italiano” dice in’t Veld. “Gli italiani hanno creativita’ e sono pieni di risorse. Anche per questo mi stupisce l’atteggiamento del governo olandese, perche’ nei Paesi Bassi si parla molto dell’Italia e dello spirito di comunita’ che stanno dimostrando, ammirano gli italiani”. In questo momento, dunque, “anche per gli olandesi i cittadini italiani sono un modello”.

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31 Marzo 2020
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