Le imprese premono per ripartire e il Governo pensa a come fare

L'editoriale di NIco Perrone per direoggi
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ROMA – Fino a Pasqua fermi e chiusi in casa. Ma quando si ricomincerà a riaprire? Il Centro studi di Confindustria ha presentato il suo rapporto con numeri da brivido: nel 2020 ci sarà un netto calo del PIL, previsto a -6% con l’ipotesi che la fase acuta dell’emergenza sanitaria termini a maggio. Da giugno in poi ogni mese di stallo peserà sul Pil per un altro -0,75% (più o meno 13 miliardi di euro). Per Confindustria «si tratta di un crollo superiore a quello del 2009».

Luigi Buttiglione, che ha lavorato per Bankitalia, Bce e fondi internazionali, nell’intervista rilasciata alla Dire spiega che per tenere su il nostro sistema Paese quest’anno serviranno almeno 200 miliardi e altrettanti il prossimo. Cifre impressionanti, che soltanto un accordo a livello europeo potrebbero mettere sul tavolo. Ma in Europa i paesi del Nord non intendono mettere in comune i problemi e per questo stanno prendendo tempo.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, domani incontrerà anche i partiti dell’opposizione. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha già fatto sapere che si presenterà con la lista delle cose da fare subito. Da parte sua il presidente del Consiglio aspetterà il rapporto che l’Unità di crisi presenterà sotto Pasqua con le proposte sulla ripartenza. A quel punto toccherà al Consiglio dei ministri, sentiti i partiti di maggioranza, dell’opposizione e le parti sociali, decidere da dove partire e come garantire la sicurezza dei lavoratori e di tutti i cittadini. Logico cominciare dai territori che a quel punto registreranno zero contagi e via di seguito.

Intanto oggi un ‘miracolo’ a Milano: dopo 10 giorni di duro lavoro è pronto il nuovo ospedale alla Fiera. Ospiterà il più grande reparto di terapia intensiva d’Italia e per il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, «sarà il simbolo della battaglia vinta».

Sempre oggi, su iniziativa dell’Associazione nazionale dei comuni italiani bandiere a mezz’asta, dal Quirinale a ogni singolo comune, e un minuto di raccoglimento in tutto il Paese in segno di lutto e solidarietà con le comunità più colpite.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 31 MARZO

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31 Marzo 2020
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