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Tg Ambiente, edizione del 31 marzo 2020

– COLDIRETTI: VOLA PREZZO GRANO, SORPASSA PETROLIO

Gli effetti della pandemia si trasferiscono dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi, come l’oro, fino alle produzioni agricole. Vola il prezzo internazionale del grano: nell’ultima settimana ha fatto registrare un ulteriore aumento del 6% alla borsa merci di Chicago, con la Russia che ha deciso di limitare le esportazioni dopo che la scorsa settimana le quotazioni del grano avevano raggiunto i 13.270 rubli per tonnellata, superando addirittura quelle del petrolio degli Urali, sceso a 12.850 rubli per tonnellata. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti alla fine della settimana al Chicago Board of Trade, il punto di riferimento mondiale delle materie prime agricole. La corsa aI beni essenziali sta facendo aumentare le quotazioni delle materie prime agricole, “con i contratti future con consegna a maggio del grano che sono aumentate di circa il 6%, mentre la soia è salita di circa il 2% e il mais ha incrementato il valore dello 0,7% durante l’ultima settimana”.

– AUSTRALIA, NUOVO SBIANCAMENTO BARRIERA CORALLINA

La Grande Barriera Corallina australiana è stata colpita da un nuovo massiccio fenomeno di sbiancamento dei coralli, il terzo in cinque anni dopo quello del 2016 e del 2017, sempre per via delle temperature elevate dell’oceano che si stanno registrando per via dell’emergenza climatica in atto. La causa principale del fenomeno – denuncia Greenpeace – è l’aumento della temperatura dell’aria, particolarmente elevata in Australia a febbraio, che ha portato a un drastico aumento anche delle temperature marine. I coralli possono sopravvivere a un fenomeno di sbiancamento ma subiscono comunque un notevole stress. Nel 2016, il 93% dei coralli della Grande Barriera Corallina è stato soggetto a sbiancamento e il 22% è poi morto, con aree colpite in modo severo che hanno visto morire fino al 50-90% dei coralli.

– FUKUSHIMA, 30 ANNI PER RILASCIO ACQUA RADIOATTIVA

La compagnia elettrica giapponese Tepco ha annunciato che le serviranno circa 30 anni per il completo rilascio in mare o nell’atmosfera dell’acqua radioattiva dello stabilimento nucleare di Fukushima. Di conseguenza, il governo nipponico autorizzerà lo smantellamento della centrale solo dopo il completamento dell’operazione di smaltimento delle acque, quindi tra il 2041 e il 2051. Attualmente la centrale atomica devastata dallo tsunami del 2011 conserva 1,19 milioni di tonnellate di acqua altamente contaminata. Tepco ha già varato un piano finanziario per diminuire i livelli di radioattività a partire da quest’anno. La società ha dichiarato che pagherà un risarcimento se le acque rilasciate dovessero rivelarsi dannose alle industrie locali.

– KAZAKHSTAN, ENI AVVIA PRODUZIONE EOLICO BADAMSHA

Eni ha avviato la produzione commerciale nel parco eolico di Badamsha, nel Kazakhstan nord occidentale, nella Regione di Aktobe. Badamsha ha una capacità di 48 MegaWatt e fornirà alla Regione una produzione elettrica annuale di circa 198 GigaWattora, con un risparmio complessivo di anidride carbonica pari a 172.000 tonnellate annue. Si tratta del primo investimento su larga scala nell’eolico di Eni e “rappresenta il primo passo per ampliare la presenza dell’azienda nel settore delle rinnovabili del Paese”, dicono dal ‘Cane a sei zampe’. La strategia di Eni nel settore delle energie rinnovabili mira a raggiungere “un portafoglio equilibrato e diversificato con oltre 3 GigaWatt di energia eolica e solare installata entro il 2023 e fino a 5 GW entro il 2025”.

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31 Marzo 2020
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