“Avvocati promuovono cause contro medici per decessi da coronavirus, fermate questo sciacallaggio”

L'appello del sindacato medico Anaao-Assomed: "Ordini e istituzioni stigmatizzino squallidi tentativi di arricchirsi"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – In alcune delle zone piu’ colpite dal coronavirus iniziano a comparire “squallidi tentativi di certi studi legali di arricchirsi sfruttando le tragedie che hanno colpito molte famiglie”. Un’opera “schifosa di sciacallaggio” contro cui “tutte le istituzioni” dovrebbero prendere posizione. A sollevare il caso e’ Ester Pasetti, segretario regionale del sindacato medico Anaao-Assomed in Emilia-Romagna, che invoca l’intervento anche degli Ordini degli avvocati.

In alcune aree del Veneto, della Lombardia e delle Marche, rileva Pasetti parlando alla ‘Dire’, “studi legali si promuovono dicendosi disponibili a sostenere cause contro i medici per malasanita’ per i decessi dovuti al coronavirus. E’ una modalita’ schifosa di sciacallaggio e anche molti Ordini degli avvocati si stanno ribellando, stigmatizzando questo comportamento”.

In Emilia-Romagna, precisa il segretario dell’Anaao, “ancora non mi risultano notizie di questo tipo, ma e’ meglio mettere le mani avanti”. E aggiunge: “Noi non chiediamo certo l’impunita’, ma serve un po’ di ragionevolezza rispetto a cio’ che abbiamo a disposizione. Siamo di fronte a una malattia finora ignota, per la quale non esistono cure certe ne’ linee guida, se non la pratica empirica giorno per giorno”.

Da qui parte l’appello di Pasetti. “Che le istituzioni nazionali, regionali e locali si alzino indignate e stigmatizzino gli squallidi tentativi di certi studi legali di arricchirsi sfruttando le tragedie che hanno colpito molte famiglie- sollecita la numero uno dell’Anaao in Emilia-Romagna- anche l’Ordine degli avvocati dovrebbe prendere posizione. Di malasanita’ in periodi come questo non ci deve essere traccia. Tutti stanno facendo il loro meglio. Il possibile e anche l’impossibile. In assenza di evidenze scientifiche e con mezzi limitati”.

Pasetti ci tiene a ribadire che il problema della mancanza di protezione per gli operatori sanitari non e’ ancora risolto. “La situazione e’ meno peggio rispetto all’inizio- spiega il segretario regionale Anaao– ma sui dispositivi di sicurezza siamo ancora a macchia di leopardo. Siamo passati dalla tragedia iniziale e una situazione un po’ migliore, ma ancora adesso non sempre abbiamo tute e mascherine omologate al 100%. Resta una battaglia quotidiana, le dotazioni non sono sufficienti e dobbiamo razionalizzarne l’uso”.

In particolare, punta il dito Pasetti, “non ci piace l’atteggiamento del Governo e della Protezione civile, ci da’ fastidio questo scaricabarile sulle Regioni. Alle Regioni spetta la programmazione sanitaria, ma una pandemia non puo’ rientrare in questo compito. C’e’ un obbligo nazionale e mondiale di garantire la salute di tutti”.

Tra l’altro, rimarca la numero uno dell’Anaao in Emilia-Romagna, “l’epidemia sta colpendo le zone piu’ ricche e piu’ dotate del Paese. Ci chiediamo cosa succederebbe con questi numeri in Regioni con meno strutture“.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

31 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»