VIDEO | Coronavirus, “Noi con le mascherine non vi capiamo”: l’appello di una donna sorda

"I sordi pagano il canone come gli udenti". L'Ens al riguardo sta lavorando per riuscire a affiancare interpreti Lis nelle trasmissioni Rai
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ROMA – “Con le mascherine noi persone sorde facciamo fatica a comunicare”. A lanciare l’allarme è Chiara di Ferrara che l’agenzia Dire ha intervistato grazie alla traduzione in Lis, la lingua dei segni, di suo figlio Matteo.

GLI INTERPRETI LIS MANCANO SIA IN OSPEDALE SIA A LAVORO

“Prima che iniziasse la quarantena la mamma – ci racconta Matteo – è andata in ospedale e già c’era tutto il personale medico che, giustamente, indossava i dispositivi di sicurezza. Per una persona sorda parlare con qualcuno che non conosce la Lis e porta la mascherina è molto difficile, perché non riescono a leggere il labiale. A Ferrara ci sono due nostri conoscenti che hanno contratto il virus e sono stati ricoverati, da un settimana, e hanno riscontrato lo stesso problema. Non capiscono ciò che dicono gli infermieri e i medici. Il fatto è che quando l’ospedale ha chiamato degli interpreti non ne ha trovati perché molti hanno paura del contagio“.

I problemi non sono solo in ospedale, ma anche a lavoro. Chiara è impiegata presso l’Agenzia delle entrate e da quando i colleghi indossano le mascherine ha difficoltà di comunicazione anche in ufficio. Una volta che tutto questo sarà finito spera che “ciò che adesso è una misura straordinaria diventi la normalità. In ogni ufficio pubblico o che abbia a che fare con il pubblico dovremmo trovare un interprete Lis“, auspica Chiara.

IL LIS IN TV?  

“Anche in tv le cose dovrebbero cambiare – sottolinea Matteo – grazie all’intervento dell’associazione Ens, Ente nazionale sordi, e alle associazioni, siamo riusciti ad avere un interprete per le conferenze stampa della Protezione civile e anche per le dirette del presidente Conte. Sempre l’Ens sta lavorando per riuscire a affiancare interpreti Lis nelle trasmissioni Rai di informazione e nei telegiornali. D’altronde i sordi pagano il canone come gli udenti”.

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31 Marzo 2020
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