A Bologna in strada 16 nuovi bus “Emilio”, meno inquinamento e più comfort

Il nome Emilio- stampato davanti e sulla finacata- l'hanno scelto i bimbi di una quinta elementare della scuola primaria Casaralta
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BOLOGNA – Bus meno inquinanti e meno vecchi, ideati per viaggi urbani ed extraurbani più comodi. Vengono annunciati così ed entreranno in servizio nei prossimi giorni i 16 nuovi autobus da oltre tre milioni di euro in tutto di Tper, l’azienda dei trasporti pubblici dei territori di Bologna e Ferrara, destinati soprattutto ai pendolari e alle ore di punta. Il lancio in conferenza stampa oggi ha trainato anche il battesimo da oggi del nome “Emilio” stampato sul Crealis, da oltre un anno attivo nella filovia 13, così come l’hanno scelto i bimbi della 5^C della scuola primaria Casaralta (aggiudicandosi il concorso a tema “Chiama il bus” con oltre 100 proposte in gara). I nuovi 16 bus sono degli Iveco Crossway Low Entry Euro VI e, soprattutto, consentiranno di svecchiare la flotta aziendale: più che altro viaggeranno da Bologna alle zone collinari e montane delle valli del Lavino, del Savena, del Setta e dell’Idice; due mezzi, in particolare, sbarcheranno nella direttrice San Vitale Bologna-Lugo, altri sulle linee suburbane a servizio del territorio metropolitano e per le corse dirette alle principali scuole del capoluogo. Tutti i loro comfort vengono illustrati oggi in conferenza stampa al deposito Tper di via Ferrarese, a Bologna, in presenza tra gli altri del sindaco Virginio Merola e del suo assessore Irene Priolo, del brand president di Iveco (Cnh Industrial) Pierre Lahutte, della presidente Tper Giuseppina Gualtieri, del consigliere delegato della città metropolitana Marco Monesi. I nuovi mezzi, comodi anche per i viaggi fuori città, sono dotati di pianale ribassato per agevolare salite e discese, di rampa e posto attrezzato riservato alle persone in carrozzina; disponibili anche la climatizzazione integrale, l’illuminazione a led e la configurazione interna degli spazi.

Sul fronte ambientale, il Crossway Le non utilizza il ricircolo dei gas di scarico per abbattere le emissioni inquinanti, ma si affida esclusivamente alla riduzione catalitica selettiva del sistema Hi-Scr: in sostanza, si tratta di una tecnologia esclusiva Iveco, “l’unico sistema di controllo delle emissioni che prevede una rigenerazione passiva del filtro Dpf senza post iniezioni di gasolio”, spiegano ancora i tecnici. L’acquisto dei 16 mezzi è costato 3,3 milioni di euro, sostenuto al 50% in autofinanziamento da Tper e al 50% utilizzando con la Regione i fondi ministeriali: sono stati acquistati nell’ambito di una procedura di gara europea bandita da Tper come capofila di tutte le aziende di trasporto del territorio emiliano-romagnolo per la fornitura di diversi lotti di bus. La capacità di autofinanziarsi, almeno in parte, viene rivendicata da Gualtieri e da Merola, che parla di Tper come di “un’azienda che produce utili e li reinveste: è unica o quasi per il settore nel panorama nazionale”. Rimarca la stessa presidente Tper: “Presentiamo questi 16 nuovi bus che portano a 181 il numero dei mezzi su gomma, autobus e filobus acquistati dal 2012 in poi, per i quali sono stati investiti complessivamente oltre 90 milioni di euro”. E non è finita. Nei prossimi mesi arriveranno altri 30 nuovi autobus di tre diverse tipologie: cinque minibus, 20 bus di 12 metri e cinque autosnodati, da impiegare rispettivamente in ambito urbano, suburbano ed extraurbano, per un ulteriore investimento di 6,7 milioni. Nei giorni scorsi, inoltre, è stata bandita una gara per la fornitura di 15 bus alimentati a metano liquido (arriveranno nel 2018) che andranno ad ampliare la flotta alimentata a gas naturale di Tper, già oggi “tra le prime realtà italiane per numero di bus circolanti a metano”, insistono gli addetti ai lavori.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

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