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Boldrini a Tor Bella Monaca: “Di stereotipi si può morire, qui per abbatterli”

Oggi la presidente della Camera ha visitato il quartiere alla periferia est di Roma
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ROMA – “Sono qui per abbattere gli stereotipi, perché di stereotipi si può morire“. È il senso che la presidente della Camera Laura Boldrini vuol dare alla sua visita a Tor Bella Monaca, quartiere della periferia est di Roma. È da poco passato Mezzogiorno quando, davanti a decine di studenti del liceo Edorardo Amaldi, Boldrini tira le somme della sua mattinata per le vie e le case del quartiere. “Io oggi sono venuta qui- invita- ma ora venite voi a Montecitorio, che è casa vostra. Siate curiosi di sapere come funzionano le istituzioni. Non siamo nemici, siamo tutti dalla stessa parte, con l’obiettivo di rendere migliore questo nostro straordinario Paese”. In passato Boldrini ha visitato altre periferie difficili: Corviale a Roma, Zen a Palermo, Scampia a Napoli, Quarto Oggiaro a Milano. Oggi la visita a Tor Bella Monaca inizia in via Santa Rita da Cascia, dove Boldrini incontra la responsabile dell’associazione ‘Torpiùbella’. Poi, una breve passeggiata nel quartiere dove un anziano sulla sedia a rotelle segnala alla presidente della Camera le tante buche e ostacoli con cui combatte ogni giorno. “Questo problema va gestito a livello di amministrazione capitolina e qualcuno lo deve porre con forza alla sindaca. Io- aggiunge Boldrini- cercherò di dare una mano e di evidenziare il problema ma non dipende da me. Cercherò di fare del mio meglio”. Successivamente, la presidente della Camera visita la famiglia di Adriano Della Volpe, un giovane tetraplegico dalla nascita che vive in un appartamento delle torri popolari. “Non si può vivere in un casa piena di muffa– dice Boldrini- queste case sono il simbolo di una condizione che è diffusa”.

Mentre si trasferisce da un luogo all’altro, la presidente viene avvicinata dagli abitanti del quartiere. “Che bello incontrarla signora presidente- dice un’anziana signora- venga a casa mia che le cucino due spaghetti alla chitarra“. La signora Pina, invece, espone alla presidente Boldrini la sua idea di mettere delle luci giganti in cima alle torri del quartiere: “Così chi viene a Tor Bella Monaca vedrà qualcosa di bello già da lontano”. Boldrini è d’accordo: “Se il posto è bello si vive meglio”. Infine, davanti agli studenti dell’Amaldi, Boldrini spiega: “Siamo noi a decidere della nostra vita, del nostro futuro. Il mio ruolo, il mio lavoro di presidente della Camera è dentro e fuori il palazzo, il mio luogo di lavoro sono i luoghi difficili del paese, dove non ci sono tappeti rossi per le istituzioni. Cercherò di risolvere i problemi insieme a chi ne ha competenza. Con voi l’interlocuzione continuerà, non ci deve essere nessuna distanza”.

di Antonio Bravetti, giornalista professionista

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