La Lombardia è la Regione con il più alto numero di alunni stranieri, anche all’Università

All'1 luglio 2016, gli immigrati presenti in Lombardia erano oltre 1,3 milioni
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MILANO – La Lombardia è la prima regione in Italia per numero di alunni stranieri (24,7% sul totale nazionale nel 2014/2015, anche se in rallentamento), stranieri figli di stranieri che per la stragrande maggioranza vivono con il proprio coniuge, stranieri tra cui diminuisce il reddito medio, mentre cresce la disoccupazione (per la prima volta oltre il 20%) come crescono anche le case precarie e di proprietà. Questo viene evidenziato dalle elaborazioni della Fondazione Ismu sull’ultima indagine dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim), dove si evince che gli immigrati presenti in Lombardia al primo luglio 2016 erano oltre 1,3 milioni. Dai dati emerge inoltre che anche per il 2016 (è il terzo anno consecutivo) la popolazione straniera presente in Lombardia è equamente distribuita tra maschi e femmine: le donne infatti sono il 49,4% del totale dei migranti, mentre erano solo il 39% nel 2002.

Sul fronte delle università, nell’anno accademico 2015/16, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di stranieri iscritti nei suoi atenei, sia pubblici sia non statali: 17.868, pari al 24,3% di iscritti stranieri su scala nazionale, con un aumento del 4,1% rispetto all’anno scolastico 2014/15. Nel 2016 si riscontra un aumento della disoccupazione. Pur considerando occupato anche chi ha un lavoro irregolare o saltuario, gli immigrati che non hanno un impiego superano per la prima volta il 20% della popolazione straniera attiva, andando oltre il precedente record del 18,5% registrato nella prima indagine del 2001, mentre nel 2006-2007 l’incidenza era pari al 7%. Uno su sette guadagna meno di 600 euro.

Per il quarto anno consecutivo, cioè dal 2013, il 14-15% (pari a uno su sette) di chi ha un lavoro ha comunque un reddito netto mensile inferiore ai 600 euro. Una incidenza così alta si era registrata solo nel 2001 e nel 2003, quando tra l’altro il valore di un euro era ben superiore dell’attuale, mentre nel quadriennio 2005-2008 “di maggior splendore” solo l’8-9% dei lavoratori stranieri guadagnava meno di 600 euro al mese. Nel 2016 si segnala la più elevata presenza di abitazioni precarie in rapporto a quelle autonome degli ultimi 13 anni di indagini. Nonostante ciò, l’incidenza di abitazioni di proprietà tra gli stranieri è, però, in crescita per il terzo anno consecutivo e sfiora nuovamente il valore record del 23% già registrato nel 2010. Sintomo di una nuova “polarizzazione abitativa” tra una fascia di immigrati che è sempre più ricca e un’altra, invece, che è sempre più povera. A testimonianza di una forte volontà di integrazione per chi rimane in Italia nonostante la crisi, la quota di coniugati che vivono assieme al partner raggiunge nel 2016 l’84% (solo il 16% ha il proprio partner all’estero), che rappresenta un nuovo record in Lombardia per il secondo anno consecutivo. Inoltre per la prima volta i figli dei migranti che vivono in Italia con i loro genitori sono più del triplo rispetto ai figli rimasti a vivere all’estero: anche in questo caso si tratta di un nuovo record per il secondo anno consecutivo.

di Nicola Mente, giornalista

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