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Cospito, ecco di cosa è accusato e quanti anni deve scontare

Cospito ha quasi finito di scontare la pena per la gambizzazione di Adinolfi ma nel frattempo è stato condannato ad altri 20 anni per l'attentato alla caserma di Fossano. E questa condanna potrebbe tramutarrsi in ergastolo

Pubblicato:31-01-2023 16:52
Ultimo aggiornamento:04-02-2023 00:04
Canale: Milano
Autore:
cospito anarchici
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BOLOGNA – Alfredo Cospito, l’anarchico pescarese di cui tanto si sta parlando in questi giorni, è in sciopero della fame da più di 100 giorni e ieri è stato trasferito nel carcere di Milano Opera. Lo spostamento è stato fatto nell’ottica di farlo arrivare in un carcere provvisto di un centro medico, alla luce delle sue precarie condizioni di salute. L’anarchico, che da ottobre si rifiuta di mangiare per protestare contro il regime del carcere duro del 41 bis (a cui è sottoposto da maggio 2022), è molto debilitato, ha perso 45 chilogrammi di peso e il suo fisico è in grande sofferenza. Stando alle notizie emerse in questi giorni dal carcere della Sardegna in cui si trovava, Cospito fatica a muoversi (usa quasi sempre la sedia a rotelle) e ha problemi di mantenimento della temperatura corporea (infatti indossa un alto numero di vestiti uno sopra l’altro nel tentativo di scaldarsi). L’altra sera, proprio per cercare di scaldarsi, ha chiesto di fare una doccia ma è caduto nell’andare in bagno (perchè ha cedimenti) e si è rotto il naso. Per toglierlo dal regime di 41 bis e rimetterlo alle condizioni di dentenzione standard è partita una petizione che nel giro di pochi giorni ha giù raccolto un forte seguito.

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Lui, 55 anni, già la settimana scorsa aveva fatto sapere che non accetterà di mangiare a nessun costo. E che se vorranno sottoporlo a un Tso, lo dovranno legare al letto per farlo. Nei giorni scorsi ci sono state diverse azioni violente di matrice anarchica finalizzate, par di capire, a fare pressione per la revoca del 41 bis a suo carico. Dagli attacchi alle sedi diplomatiche italiane a Berlino e Barcellona al commissariato di Polizia colpito con una molotov a Roma.

Nato a Pescara nel 1967 ma torinese d’adozione, Alfredo Cospito è ritenuto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine uno degli elementi di spicco della galassia anarchica. Ma esattamente per quali motivi Cospito è in carcere? Per quali reati? E quale pena deve scontare?

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LA GAMBIZZAZIONE DI ADINOLFI

Cospito si trova rinchiuso in carcere da 10 anni per la gambizzazione di Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, fatto che risale al maggio 2012. Venne arrestato quasi subito (insieme a Nicola Gai) e rinchiuso in carcere. La condanna, diventata definitiva nel 2015, prevede una pena di 10 anni e 8 mesi. Nel frattempo, sulla sua testa è arrivata una nuova condanna a 20 anni per l’attentato alla scuola allievi dei Carabinieri di Fossano (Cuneo) e per aver guidato la Fai, Federazione anarchica informale, per cui è accusato di associazione per delinquere con finalità di terrorismo. Ma per Fossano, in realtà, per cui Cospito è imputato insieme alla compagna Anna Beniamino, ora l’anarchico rischia l’ergastolo. A Fossano gli anarchici, nel 2006, misero delle bombe carta dentro due cassonetti davanti alla caserma: non si ferì nessuno ma gli ordigni erano diretti ai Carabinieri. L’arresto avvenne solo nel 2016 dopo lunghe indagini.

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LA CASERMA DI FOSSANO

La vicenda processuale della caserma di Fossano è piuttosto complicata: il reato era stato classificato come strage semplice e la condanna era arrivata, in appello, a 20 anni. La Corte di Cassazione, però, ha avuto da ridire e ha rinviato gli atti del processo alla Corte d’appello di Torino per un ricalcolo della pena, pensando dovesse essere più alta. Questo perché secondo i giudici della Cassazione il reato giusto da contestare era quello di ‘strage politica’, ovvero attentato contro la sicurezza dello Stato e non strage semplice come è stato fino a ora. È uno dei reati più gravi del codice penale ed esclude il condannato dall’accesso a qualunque beneficio. Come mai? Perché gli anarchici misero le bombe carta dentro i cassonetti, ma le programmarono con un’esplosione distanziata l’uno dall’altro. la prima bomba carta, cioè, doveva richiamare qualcuno dalla caserma, la seconda ferire o uccidere qualcuno. La Corte d’appello di Torino non è d’accordo e a dicembre ha portato il caso all’attenzione della Corte costituzionale, per capire se sia possibile applicare l’attenuante del fatto di lieve entità rispetto ad un’accusa di strage politica.

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IL 41 BIS

Il regime del 41 bis, nel frattempo, è stato applicato a Cospito a maggio (per 4 anni), alla luce delle lettere che l’anarchico si scambiava con altri attivisti (viste dai magistrati come un fermento e una rinascita della Federazione anarchica informale). Con il nuovo regime, Cospito non può avere alcun tipo di corrispondenza, non può avere libri né altri testi o scritti. Gli è stato anche vietato di pubblicare suoi scritti su riviste d’area, cosa che l’anarchico ha sempre fatto da quando è entrato in carcere. È il primo caso di un anarchico sottoposto al regime del carcere duro. Nel corso del processo, Cospito ha rilasciato dichiarazioni spontanee: “Oltre all’ergastolo ostativo, visto che dal carcere continuavo a scrivere e collaborare alla stampa anarchica, si è deciso di tapparmi la bocca per sempre con il 41 bis“. E ha annunciato: “Continuerò il mio sciopero della fame per l’abolizione del 41 bis e dell’ergastolo ostativo fino all’ultimo mio respiro, per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo paese”.

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