Capitan Salvini cavalca il coronavirus in vista delle regionali

L'editoriale di Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – È di nuovo in campagna elettorale. Il tempo di riposarsi un paio di giorni e via con la polemica. Senza perder tempo, Matteo Salvini, leader della Lega, ha subito scagliato il coronavirus contro il Governo Conte. Per Salvini, infatti, il Governo italiano non è stato pronto a rispondere subito all’emergenza mettendo a rischio la sicurezza degli italiani.

Da Palazzo Chigi, al contrario, con un Consiglio dei ministri lampo, è stato dichiarato lo stato d’emergenza, si sono bloccati i voli da e per la Cina, si sta cercando ogni persona entrata in contatto con i due turisti cinesi colpiti dal virus. Oltre alle misure di prevenzione lo stato d’emergenza permetterà, da un punto di vista burocratico, di avere risorse finanziarie subito a disposizione.

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Per quanto riguarda il dibattito politico, il Presidente del Consiglio farà sintesi di tutte le richieste arrivate dai partiti che lo sostengono. Ma già c’è accordo sul primo punto: arrivare presto ad una riforma del fisco per abbassare il carico delle tasse.

Per quanto riguarda gli altri temi si cercherà di spalmarli nel tempo per non arrivare divisi e spaccati alle prossime elezioni regionali di maggio. A questo riguardo lo stop in Emilia-Romagna all’avanzata di Salvini sta creando anche dibattito dentro la Lega e con gli alleati.

Il leader leghista vorrebbe rimettere in discussione l’accordo stretto un mese fa sui presidenti da candidare. In particolare strappare la Puglia a Fitto di Fratelli d’Italia per metterne uno suo. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che non se ne parla, che la Lega dovrà accontentarsi della Toscana (dove è assai probabile che perderà di nuovo).

Tra le forze della maggioranza si segue, con preoccupazione, quanto sta avvenendo dentro il M5S, principale forza politica. Si spaccherà o rimarrà unito? «La cabina di regia della Comunicazione- spiega una fonte ‘grillina’- continua come prima, dice che tutto prosegue nella normalità, che non ci sono voci contrarie… ma tutti sanno che non è vero, che ci sono diversi fronti di oppositori… certo è che dovranno organizzarsi meglio per avere una sola voce».

Per quanto riguarda il confronto dentro il movimento è su chi dovrà prendere la guida: tornerà Di Maio con a fianco Castelli o Appendino? Ci sarà un direttorio o un altro leader unico?

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31 Gennaio 2020
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