Coronavirus, Sileri: “L’influenza ‘normale’ provoca più decessi”

"Non andare nei ristoranti cinesi o indossare mascherine per la città- spiega il viceministro- sono misure che non hanno una fondatezza"
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ROMA – “Il fatto che ci siano stati due casi in Italia di persone affette da Coronavirus è ‘normale‘ vista la mobilità dei cittadini e anche dalla Cina, che è importante. Il panico diffuso che porta all’acquisto o alla ricerca delle mascherine, il timore di toccare i maniglioni all’interno dei mezzi pubblici o tenere ‘lontane’ le persone è invece eccessivo. Il rischio di contagio esiste ed è esistito per quei turisti provenienti da Wuhan”. Così spiega, all’agenzia di stampa Dire, il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri.

Non andare nei ristoranti cinesi o indossare mascherine per la città- spiega ancora Sileri- sono misure che non hanno una fondatezza. Va detto che questo virus ha esternato gran parte dei suoi effetti e relative morti in Cina, in una città Wuhan, che conta 12 milioni di abitanti, cioè circa tre volte quelle che risiedono a Roma. La diffusione in Cina è stata importante, ma la mortalità è stata estremamente bassa. L’influenza stagionale, stando ai dati, nell’arco del periodo di osservazione provoca tra le 200 e le 300 morti l’anno dirette, e poi vanno considerati i decessi indiretti legati alle complicanze”.

“Il consiglio alla popolazione, per non cedere al panico ingiustificato, è sicuramente quello di lavarsi bene le mani e adottare quelle misure di igiene necessarie. Coloro che hanno l’influenza, invece, devono monitorarne l’andamento e informare il medico di base. Un altro accorgimento è coprire la bocca se si tossisce. Insomma, non c’è questo enorme rischio e non ha senso restare chiusi in casa”, conclude il viceministro.

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31 Gennaio 2020
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