Centrafrica, ostacolo amnistia sulla via della pace

ROMA - "Un'amnistia generale" e un governo allargato ai propri rappresentanti: sono le due richieste, definite
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ROMA – “Un’amnistia generale” e un governo allargato ai propri rappresentanti: sono le due richieste, definite “fondamentali e vitali”, presentate da 14 gruppi armati al governo della Repubblica Centrafricana durante i colloqui di pace in corso nella capitale sudanese Khartoum. Fonti di stampa locali evidenziano che le richieste, non previste da una bozza avanzata a inizio lavori dai mediatori dell’Onu e dell’Unione Africana, stanno incontrando resistenze.

Il governo continuerebbe a far riferimento alle conclusioni del Forum di Bangui del 2015, nelle quali non rientra un’amnistia per crimini gravi, che possono ricadere nella categoria dei crimini contro l’umanità o di guerra. Tutta da valutare anche la possibilità di un compromesso su composizione e poteri dell’esecutivo.

I gruppi armati chiedono un governo “per l’uscita dalla crisi” che faccia perno su un primo ministro in loro rappresentanza, peraltro con poteri ampliati rispetto al presidente Faustin-Archange Touadéra, in carica dal 2016. I negoziati a Khartoum, a ogni modo, stanno continuando. A coordinarli Smail Chergui, commissario dell’Unione Africana per la pace e la sicurezza, e Parfait Onanga-Anyanga, rappresentante speciale dell’Onu nella Repubblica Centrafricana e capo della missione di peacekeeping Minusca.

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