sabato 11 Luglio 2026

Dopo la vittoria di Netanyahu l’ambasciatrice di Israele in Francia si dimette

Per Yael German il governo formato dal nuovo primo ministro "rischi adi mettere in pericolo il carattere e i valori dello Stato"

ROMA – Il governo formato dal nuovo primo ministro Benjamin Netanyahu “include rappresentanti di partiti le cui posizioni estreme” sono “inaccettabili” e rischia quindi di “mettere in pericolo il carattere e i valori dello Stato di Israele”. L’ambasciatrice di Tel Aviv in Francia Yael German ha motivato così le sue dimissioni dall’incarico in una lettera inviata al premier e condivisa sui suoi canali social.
La decisione della diplomatica, entrata in carica solo l’anno scorso, segue di un giorno l’insediamento di Netanyahu, uscito vincitore dalle elezioni che si sono tenute a novembre a al suo sesto incarico come capo del governo. Il premier ha annunciato la formazione del nuovo esecutivo la settimana scorsa.

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La coalizione guidata da Netanyahu comprende al suo interno partiti su posizione nazionaliste e integraliste ebraiche, fra le quali Otzma Yehudit, letteralmente “potere ebraico”. Il leader di questa formazione, Itamar Ben-Gvir, è stato nominato ministro della Sicurezza nazionale. Il politico, di origini curde-irachene e di professione avvocato, nel 2007 è stato anche condannato per incitamento all’odio razziale e per sostengo a un’organizzazione terroristica, il partito Kach, di ispirazione sionista estremista.
German, nella sua lettera al capo del governo, ha scritto: “Sono stata nominata ambasciatrice di Israele in Francia dal primo ministro uscente Yair Lapid, ed ero orgogliosa e felice di rappresentare il Paese e la visione del mondo del governo uscente”.

La diplomatica, già ministra della Salute e in passato esponente del partito fondato da Lapid, il Yesh Atid, “c’è un futuro”, ha quindi affermato che la linea seguita da alcuni partiti della coalizione di governo è “inaccettabile” e contraria ai valori di Israele, e ha concluso: “In queste circostanze, non posso mentire a me stessa e continuare a rappresentare una politica così radicalmente diversa da tutto ciò in cui credo”.

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