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Premio Gonzaga a Fabio Storchi, pioniere della meccatronica e dell’economia civile

Oggi, sostiene Storchi, "l'imprenditore deve essere ancora più ambizioso: non solo deve preoccuparsi della salute della sua impresa, che rimane una priorità, ma anche del progresso sociale"

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GUASTALLA (Reggio Emilia) – Il cavaliere del lavoro Fabio Storchi, già presidente nazionale di Federmeccanica e di Unindustria Reggio Emilia, è la personalità cui il Rotary Club di Guastalla ha deciso di consegnare quest’anno il prestigioso Premio Ferrante Gonzaga, destinato alle figure che per il loro impegno e merito si sono distinte a livello italiano e internazionale.

fabio storchi orizzontale

Lunga e di vaglia la carriera di Storchi, che con i suoi 50 anni d’attività ha dato lustro all’imprenditoria emiliana e alle organizzazioni datoriali in cui ha operato. Centrale nella sua crescita da imprenditore è stata “l’attenzione pionieristica per la meccatronica”, come egli stesso ha ricordato. Da presidente degli industriali di Reggio Emilia ha promosso la costituzione del Club Meccatronica ed è stato tra i principali promotori dello sviluppo del cluster che porta lo stesso nome, nel territorio emiliano fulcro del nuovo triangolo industriale italiano.

Contestualmente, nel 2003 è stato tra coloro che hanno contribuito alla nascita del corso di laurea in Ingegneria Meccatronica nella sede reggiana di Unimore, dove nel 2019 ha ricevuto la laurea ad honorem. Nel 2018 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha insignito del Cavalierato per essersi reso “singolarmente benemerito nel campo della meccatronica industriale”.

Storchi è sicuro che “digitale e meccatronica portano con sé il più grande cambiamento dai tempi della prima rivoluzione industriale”, ma è sua convinzione che le innovazioni possano crescere solo se appoggiate dall’ecosistema territoriale e dalle competenze diffuse che vi si sviluppano.

Attuale presidente di Ucid Reggio Emilia, l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, Storchi sostiene con convinzione la necessità di transitare “da un’economia politica, caratterizzata da profonde diseguaglianze e dai guasti della finanza d’assalto, a un’economia civile che valorizza la persona, basandosi su valori come solidarietà, reciprocità ed ecologia integrale”.

Oggi, afferma, “l’imprenditore deve essere ancora più ambizioso: non solo deve preoccuparsi della salute della sua impresa, che rimane una priorità, ma anche del progresso sociale, del benessere della comunità in cui opera e della salvaguardia del creato”.

La somma in denaro legata al Premio Ferrante Gonzaga è stata destinata in beneficenza alla Fondazione Officina Belle Arti, un vero e proprio laboratorio costituito recentemente a Reggiolo, per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale del territorio.

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