hamburger menu

L’Italia apre alla Svizzera, Mattarella: “Presto via dalla ‘black list'”

Dopo l'appello di ieri del presidente elvetico Cassis, arriva la rassicurazione del Capo dello Stato. Novità anche per i frontalieri

Pubblicato:30-11-2022 18:10
Ultimo aggiornamento:30-11-2022 18:15
Canale: Economia e Fisco
Autore:
Sergio Mattarella
FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

ROMA – Berna ‘chiama’, l’Italia risponde. Dopo la richiesta di ieri del presidente della Confederazione Svizzera, Ignazio Cassis, di stralciare il suo Paese dalla ‘black list’ dei paradisi fiscali, arriva già un’apertura. Nel corso della sua visita di Stato, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dà un anticipo della volontà del nostro Governo di mettere mano alla questione per una soluzione in tempi rapidi.

CONFRONTO TRA I MINISTRI DEI DUE PAESI

Rispondendo a un giornale svizzero, il Capo dello Stato ha detto: “Per quanto riguarda la rimozione della Svizzera dalla black list l’incontro tra i due ministri svizzero e italiano competenti lascia prevedere una rapida soluzione positiva nell’arco dei prossimi mesi”.

LEGGI ANCHE: Paradisi fiscali, la Svizzera all’Italia: “Cancellateci dalla ‘black list’”

NOVITÀ IN ARRIVO PER I FRONTALIERI

Il presidente della Repubblica ha risposto anche sull’annosa questione dei frontalieri. L’accordo è già stato ratificato in Svizzera e si attende il via libera dal Parlamento italiano: “Il disegno di legge di ratifica dell’Accordo frontalieri è già in Senato all’esame dell Commissione Esteri e l’iter di approvazione parlamentare sarà certamente molto veloce“.

L’ACCORDO SULLE DOPPIE IMPOSIZIONI

Il nuovo accordo fiscale sulle doppie imposizioni è stato firmato tra i Governi svizzero e italiano il 23 dicembre 2020, sostituendo quello del 1974. La Svizzera lo scorso anno ha ratificato l’accordo, con aumento della tassazione. Per l’entrata in vigore c’è però bisogno della ratifica da parte di entrambi i Paesi. L’Italia, con il nuovo Parlamento, dovrà ora ricominciare l’iter in vista dell’entrata in vigore prevista dal 1° gennaio 2023.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-11-30T18:15:20+01:00