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Ciclismo, morto Davide Rebellin: l’ex campione travolto e ucciso da un camion

Travolto mentre era in bici, aveva 51 anni. Aveva chiuso la carriera poco più di un mese fa, con la partecipazione alla Veneto Classic

Pubblicato:30-11-2022 15:59
Ultimo aggiornamento:01-12-2022 08:25

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ROMA – Davide Rebellin è stato investito e ucciso da un camion oggi, poco prima di mezzogiorno, lungo la Regionale 11 a Montebello Vicentino. L’ex campione vicentino, 51 anni, era in bici all’altezza del bar ristorante “La Padana”, scrive il Giornale di Vicenza. Secondo una prima ricostruzione un camion, nell’uscire dallo svincolo, lo avrebbe travolto. Il camion si è allontanato, ma non è ancora chiaro se l’autista si sia accorto o meno della tragedia.

Sul posto è intervenuto il personale del Suem 118, ma per il ciclista non c’è stato nulla da fare. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente e rintracciare il camionista.

REBELLIN, LO SPECIALISTA DELLE CLASSICHE

Aveva detto basta al ciclismo da professionista neanche due mesi fa, scegliendo come ultima gara la Veneto Classic del 16 ottobre scorso. Le stesse strade su cui Davide Rebellin ha trovato la morte oggi. Professionista dal 1992 al 2022, Rebellin è stato uno specialista delle classiche: in carriera ha vinto la Tirreno-Adriatico nel 2001, ma soprattutto un’edizione dell’Amstel Gold Race nel 2004, stesso anno in cui si afferma anche nella Liegi-Bastogne-Liegi, e tre della Freccia Vallone (nel 2004, 2007 e 2009). In più una tappa al Giro d’Italia nel 1996.


L’ARGENTO OLIMPICO TOLTO PER DOPING

Nato a San Bonifacio il 9 agosto 1971, il veneto è l’uomo di punta della Nazionale ai Giochi Olimpici di Barcellona, dove sarà fondamentale però il suo appoggio al compagno Fabio Casartelli che vince la medaglia d’oro e che perderà la vita durante una tappa del Tour de France 1995.

Il 9 agosto 2008 ai Giochi Olimpici di Pechino, nel giorno del suo 37esimo compleanno, si aggiudica la medaglia d’argento nella prova in linea. Il 28 aprile, però, Rebellin risulta positivo all’Epo-Cera, in seguito a nuove e più rigorose analisi effettuate su campioni di sangue prelevati durante i Giochi: il 17 novembre il Cio gli revoca l’argento ma Rebellin annuncia di volere impugnare la sentenza accusando la presenza di anomalie nelle procedure Comitato Olimpico Internazionale. Due gli anni di squalifica inflitti a Rebellin, ma dopo sette anni, il 30 aprile 2015, il ciclista viene assolto dal Tribunale di Padova dalle accuse di doping ed evasione fiscale in quanto “il fatto non sussiste” per la giustizia ordinaria.

IL CORDOGLIO DI MELONI

Sono turbata e rattristata dalla notizia della tragica scomparsa di Davide Rebellin, ciclista italiano che tante emozioni ha regalato agli amanti dello sport nella sua lunga carriera da professionista, conclusasi lo scorso 16 ottobre a 51 anni. Condoglianze alla famiglia”. Così la premier Giorgia Meloni sui social.

ZAIA: “REBELLIN ESEMPIO DI PASSIONE E LONGEVITÀ SPORTIVA”

“Con Davide Rebellin il ciclismo veneto perde una delle sue figure storiche, un esempio di atleta e di uomo andato ben oltre la sua pur strepitosa carriera agonistica. Spero che il suo esempio di passione possa essere seguito dai ragazzi che, a vario livello, si cimentano con lo sport del pedale. Lo sport veneto per antonomasia”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ricorda il campione vicentino morto oggi in un incidente stradale mentre era in sella alla sua bicicletta.

“Il dramma di Davide lascia un segno profondo in tutti noi, in chi ama lo sport, in chi ha visto in lui il campione da sostenere sempre e comunque. Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo le mie più sentite condoglianze – prosegue Zaia – Rebellin, nonostante i suoi 51 anni si era ritirato da poco dal professionismo, esempio più unico che raro di longevità. Anche così ci ha dato il segno del suo immenso amore per quella bicicletta con la quale ha scritto pagine indimenticabili del ciclismo internazionale, nazionale e veneto”.

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