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Sesso per curare il papilloma virus, ginecologo di Bari ai domiciliari

Il medico, autoproclamatosi "Padre Pio delle patatine" avrebbe prospettato la possibilità di guarigione clinica dalla malattia attraverso "ripetuti rapporti sessuali"
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BARI – È agli arresti domiciliari Giovanni Miniello, il ginecologo 68enne di Bari accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di due pazienti con cui avrebbe avuto rapporti sessuali per curare il virus del papilloma. La vicenda è stata resa nota dalla trasmissione “Le Iene”.
Nelle 66 pagine del provvedimento firmato dal gip del tribunale di Bari, Angelo Salerno, sono ricostruite le violenze perpetrate dal professionista abusando “della condizione di inferiorità psichica” delle vittime a cui avrebbe prospettato la possibilità di guarigione clinica dalla malattia attraverso “ripetuti rapporti sessuali”. Il medico, che si era autoproclamato “Padre Pio delle patatine”, sosteneva di essere “vaccinato da oltre 10 anni e pertanto portatore di anticorpi utili a debellare l’Hpv”.
La guarigione sarebbe avvenuta attraverso diverse posizioni sessuali per “proteggere le pareti della bocca e della gola”, diceva il medico alle pazienti a cui riferiva di aver guarito altre donne “con l’uccello”. Il professionista costringeva le donne “a compiere e subire atti sessuali”.

“Le indagini svolte e le dichiarazioni rese” dalle pazienti vittime del ginecologo barese “riveleranno l’aberrante sistema posto in essere dall’indagato nella relativa qualità e funzione, approfittando della fiducia che notoriamente connota il rapporto medico/paziente nonché della posizione di vulnerabilità che in tale rapporto caratterizza il paziente, vulnerabilità, nel caso di specie, ancor più evidente in conseguenza dei prospettati pericoli per la relativa salute da lui al predetto fine rappresentati”. È quanto si legge a pagina 5 della ordinanza di arresto firmata dal gip del tribunale di Bari che scrive di “ripugnanza della condotta, idonea a creare nelle vittime una condizione di timore tali da creare nelle stesse una soggezione psicologica nei suoi confronti”.

Il medico “approfittando delle condizioni di inferiorità psicologica delle vittime, ingenerata di proposito prospettando malattie oncologiche anche con esiti mortali, ha dato esecuzione al proprio programma criminoso sfruttandone il relativo stato di chiara inferiorità e la relativa vulnerabilità pur di raggiungere i suoi turpi obiettivi di soddisfacimento sessuale”, si legge nel provvedimento.

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