Fondi Ue: Conte vuol nominare 300 esperti? Così decide solo lui

giueppe conte
L'editoriale del direttore Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – “Erano 300, esperti e forti e… mi torna in mente la commissione dei super tecnici di Colao svanita nel nulla” commenta un esponente Dem sulla proposta lanciata dal premier, Giuseppe Conte, per la gestione dei 209 miliardi di fondi Ue: nominare 6 super manager e 300 esperti (50 per ognuno), toccherà a loro seguire passo passo i capitoli di spesa decisi in sede europea. Non solo, servirebbe pure “un Comitato di garanzia con 10 persone di altissimo livello” magari nominate dal Quirinale.

La proposta, sentite alcune voci, non sembra aver riscosso successo, anche tra gli alleati di governo. “Abbiamo passato due settimane per trovare un commissario per la sanità in Calabria, quanto tempo ci vorrà per trovare tutti questi esperti?”. Ecco, ed è proprio a proposito sull’indicazione degli esperti che fioccano interpretazioni curiose: “Magari Conte pensa così di allargare alle opposizioni– ragiona una fonte governativa accreditata- mettendo dentro un po’ di gente loro, esperti d’area o di aria fritta”, scherza.

Un diversivo, che dentro al Pd sta suscitando altra irritazione: “A noi interessa la cabina di regia- sottolinea un Dem di peso- e abbiamo già visto che fine ha fatto la mega commissione Colao… alla fine ha deciso Conte da solo. Il premier punta sui ministri Gualtieri e Patuanelli, ma il primo è troppo influenzato dal Ragioniere dello Stato, l’altro è più ‘contiano’ di Conte, così non va”.

E tra i Dem c’è anche forte irritazione per quanto detto dal premier al Corriere della Sera a proposito del segretario Zingaretti (“lo sento tutti i giorni e non è vero che non sia d’accordo sulla cabina di regia a tre…”) cosa che “non corrisponde al vero” si sottolinea, e dopo poco “Conte è stato costretto a rettificare, prima stronca le ambizioni di qualcuno… facendo infuriare Di Maio e Renzi, e poi ritratta sperando di calmare le acque”.

Ed è proprio sull’ipotesi del rimpasto di Governo, per far entrare personaggi politici più influenti, che si sta ancora battagliando. Al momento “è più no che sì”, si capisce parlando con qualcuno di quelli che seguono la partita dietro le quinte “perché il M5S dovrebbe rinunciare a qualche ministro a favore del Pd e di Italia Viva”, e comunque a quel punto bisognerebbe passare in Parlamento, con una voto di fiducia sulla nuova squadra di Governo. Operazione che presenta rischi e che nessuno dentro la maggioranza di Governo vuol correre. Ma Renzi già si agita, ora batterà ancor di più i pugni? “Ma dove va? Italia Viva sta al 2 per cento… alla fine se ne starà buono”, taglia corto un Dem.

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