Usa, la folle corsa di Trump per finire la barriera anti-migranti

L'ex presidente ha sette settimane per terminare il muro sul confine con il Messico; Joe Biden ha infatti promesso di interrompere il progetto ma non di distruggere le parti già costruite
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – All’amministrazione Trump restano sette settimane di governo, giorno più giorno meno, e così i lavori per completare la barriera di separazione tra gli Stati Uniti e il Messico hanno ripreso a “ritmo vertiginoso”. Il progetto è stato il cuore della politica migratoria di Donald Trump, che si è caratterizzata per scelte decisamente restrittive verso l’ingresso di nuovi stranieri nel Paese, che si tratti di persone che scelgono le vie legali o irregolari.

LEGGI ANCHE: Trump accetta la transizione verso la presidenza Biden, ma la battaglia non è finita

BIDEN NON SMANTELLERÀ I TRATTI GIÀ COSTRUITI

I media locali ricordano che il presidente eletto Joe Biden ha promesso che, una volta entrato alla Casa Bianca, interromperà il progetto, ma il suo team ha già fatto sapere che i nuovi tratti della barriera già in piedi non verranno smantellati, come invece chiedono diversi gruppi in difesa dei diritti dei migranti. A parlare di “folle corsa” del presidente uscente è stato anche Raul Grijalva, un deputato dell’Arizona, che al Congresso ha denunciato l’impatto che il muro sta avendo sull’ambiente e l’economia delle comunità locali: “La costruzione della barriera sta creando condizioni avverse alle persone e alle altre forme di vita” ha detto.

LEGGI ANCHE: Elezioni Usa, il riconteggio non salva Trump: battuto da 12mila voti

Grijalva si è aggiunto così alla lunga lista di persone e organismi della società civile che da mesi invocano l’abbattimento della barriera, in quanto lesiva degli ecosistemi e del contesto socio-economico degli stati frontalieri. In attesa del 20 gennaio, cresce così il dibattito su quali azioni il prossimo presidente dovrà mettere in campo per far fronte al problema: per Grijalva “la grande domanda” per l’amministrazione Biden consiste nel come compenserà i danni arrecati alle risorse naturali della regione, a cui si aggiungono anche i danni “ai siti culturali dei nativi americani”.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Joe Biden eletto alla guida degli Stati Uniti: “Sarò il presidente di tutti”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»