Bologna, contro il daspo urbano in 100 ‘dormono’ in Piazza Maggiore

'Minniti ha deciso che il daspo urbano deve diventare strumento di repressione verso i piu' poveri, Merola rinunci a stelletta da sceriffo'
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BOLOGNA – Si sono muniti di cibo da condividere e sacchi a pelo simbolici per protestare contro la “guerra ai poveri”. Ovvero, contro i primi Daspo urbani disposti dall’amministrazione comunale che sono stati emessi nei confronti di 10 senzatetto accampati in viale Masini nei giorni scorsi.

In piazza Maggiore va in scena la manifestazione promossa dall’associazione degli Amici di Piazza grande, a cui si sono uniti Tpo e Labas, al grido di “piu’ Dispo (disponibilita’ ndr) e meno Daspo”. Oltre un centinaio di persone si e’ riunita ieri pomeriggio sotto l’albero di Natale, con tanto di cartelli (“Stop guerra tra poveri”; “No Daspo”; “Siamo tutti indecorosi”; “Merola sceriffo”; “Bologna accoglie”) per criticare l’amministrazione Merola e piu’ in generale il decreto legge sulla sicurezza e il decoro urbano voluto dal ministro dell’Interno Minniti, che ha disposto lo strumento.

 

 

“I Daspo ci ricordano le tessere del tifoso allo stadio, di memoria leghista- attaccano i manifestanti- Minniti ha deciso che questo strumento deve diventare strumento di repressione verso i piu’ poveri“. Per questo, dal megafono, chiedono di “ritirare i Daspo emessi nei confronti dei senzatetto” e, rivolgendosi al sindaco Merola, di “rinunciare alle stellette e al cappello da sceriffo e rinunciare pubblicamente all’applicazione del Daspo”.

Terminate le rivendicazioni, e’ andata in onda la protesta silenziosa: i manifestanti hanno tirato fuori i sacchi a pelo e si sono ‘accampati’ sotto l’albero in solidarieta’ ai senzatetto allontanati e per dimostrare che Bologna sa anche essere accogliente. Nel frattempo, Davide Nanni (Fdi) si appresta a chiedere un incontro ai capigruppo di centrodestra in Comune per discutere di come creare nuove strutture “ricettive tutto l’anno, non solo in inverno”.

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