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G20, bilaterale Draghi-Erdogan. La rabbia dei curdi: “Ora è suo complice”

draghi erdogan
Il premier vede il presidente della Repubblica turco a margine dei lavori del G20 e scatena la rabbia dei manifestanti curdi a piazza della Bocca della verità
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ROMA – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi il presidente della Repubblica turco, Recep Tayyip Erdogan, a margine dei lavori del vertice G20 di Roma.
Il colloquio, spiega una nota di palazzo Chigi, si è concentrato sulle sfide globali al centro della presidenza italiana del G20, nonché sul partenariato bilaterale e le opportunità di suo ulteriore rafforzamento. Al centro del “costruttivo scambio di vedute”, come viene definito dalla presidenza del Consiglio, anche le relazioni Ue-Turchia, la crisi afghana e la stabilità nel Mediterraneo, con particolare attenzione per gli sviluppi del processo politico intra-libico. Lo scorso aprile, le relazioni tra i due Paesi avevano rischiato di incrinarsi dopo che Draghi aveva definito Erdogan “un dittatore” dopo il ‘sofa-gate’ che aveva costretto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a seguire ‘in disparte’ il colloquio con Erdogan e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Parole che il presidente della Turchia aveva definito “di una maleducazione totale”.

LA RABBIA DEI CURDI: “L’ITALIA VENDE ARMI CON CUI LA TURCHIA CI UCCIDE”

Draghi con la stretta di mano di oggi a Erdogan è diventato complice“. È il messaggio lanciato dalla delegazione curda presente in piazza della Bocca della verità per partecipare alla manifestazione contro le politiche del G20. “L’Italia vende le armi alla Turchia – racconta uno dei manifestanti – le stesse armi che Erdogan usa per uccidere il popolo curdo”.

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