mercoledì 7 Ottobre 2026

Comune montano o no? E’ anche questione di funghi

La Toscana vara un provvedimento che salva la possibilità per i residenti di raccogliere fino a 10 kg al giorno. Altrimenti erano solo 3.

FIRENZE – La nuova classificazione dei Comuni montani non penalizzi i territori che finora hanno goduto di sconti e deroghe per la raccolta dei funghi. È questo l’obiettivo della delibera approvata dalla giunta regionale toscana, come evidenzia il governatore, Eugenio Giani: “Il cambiamento dei criteri nazionali non deve tradursi nella perdita delle agevolazioni per le comunità che ne hanno beneficiato fino a oggi”. Il provvedimento, dunque, chiarisce quali territori debbano essere considerati montani in base alla legge regionale sulla raccolta e il commercio dei funghi epigei spontanei, in attesa del suo adeguamento alla nuova normativa nazionale. La scelta della Regione è quella di mantenere il riferimento ai municipi della precedente classificazione, includendo anche i nuovi comuni inseriti dal decreto nazionale.

La decisione riguarda, in particolare, la possibilità per i residenti nei territori montani di raccogliere fino a 10 chili di funghi al giorno nel proprio comune di residenza, rispetto al limite ordinario di 3 chilogrammi, e la riduzione del 50% degli importi per l’autorizzazione alla raccolta: 6,50 euro per sei mesi e 12,50 euro per dodici mesi.

“Abbiamo voluto dare una risposta chiara proprio nel periodo della raccolta. Per questo confermiamo il perimetro precedente e lo estendiamo ai Comuni che entrano nella nuova classificazione di Comuni montani: è una scelta di attenzione verso i territori e verso un’attività che lega la fruizione del bosco alle tradizioni e all’economia locale”, aggiunge l’assessore regionale all’Economia, al Turismo e all’Agricoltura, Leonardo Marras, che ha proposto la delibera.

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