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Ecuador, oltre 100 morti negli scontri in carcere a Guayaquil

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Il Governo proclama lo stato di emergenza dopo i violenti scontri tra bande armate che hanno provocato 116 morti e 80 feriti
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ROMA – Il presidente Guillermo Lasso ha proclamato lo stato di emergenza per il sistema carcerario dell’Ecuador dopo l’uccisione di oltre 100 prigionieri in scontri e violenze che hanno contrapposto bande armate nel penitenziario della città di Guayaquil. Con il provvedimento, il Governo ha assunto per 60 giorni poteri ulteriori nel dispiegamento di forze di polizia nelle carceri e ha formato allo stesso tempo un comitato di crisi.

Lasso ha definito gli scontri di martedì nella prigione di Litoral un fatto “cattivo e triste. È deplorevole che le carceri vengano trasformate in territori dominati dalle bande criminali“, ha detto durante la conferenza stampa in cui ha annunciato le misure d’emergenza. Nel penitenziario di Guayaquil, città costiera a sud di Quito, uno scontro tra gang rivali ha provocato 116 morti e 80 feriti. Secondo le autorità, la maggior parte è stata uccisa da armi da fuoco.

Per i media locali, dietro la rivolta ci sarebbero bande messicane attive in Ecuador. Gli agenti impiegati sono stati più di 400. Bolívar Garzón, direttore del sistema carcerario del Paese (Snai), ha detto alla stazione radio FM Mundo che la situazione è tornata sotto controllo solo alle 14, definendo le morti “una tragedia”. Non è la prima volta che episodi di violenza esplodono nelle carceri ecuadoriane. Lo scorso luglio, nello stesso giorno, 22 detenuti sono morti in due prigioni diverse. I penitenziari dell’Ecuador sono sovraffollati: su 65 strutture progettate per contenere 30.000 detenuti, la popolazione carceraria effettiva è di quasi 40.000.

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