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Università Bicocca, l’appello degli studenti: “Davanti a noi grandi sfide e pochi fondi”

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"Nostra generazione delegittimata a sognare e colpevolizzata"
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MILANO – Più fondi per gli atenei, che “possono intervenire dove il sistema sociale e di mercato fallisce”; più attenzione per i giovani, relegati tra le ultime priorità del nuovo Pnrr; maggiore consapevolezza delle sfide che le nuove generazioni saranno chiamate ad affrontare, in primo luogo quella climatica. Sono le richieste che Filippo Cucchetto, presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università Bicocca di Milano, ha rivolto direttamente alle istituzioni e al presidente della Repubblica Sergio Matterella durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.

“Nel nuovo Pnrr sono stati destinati meno di 2miliardi al welfare studentesco. Ignorando che i bilanci delle università sono ogni anno gravati dalle Regioni che non garantiscono abbastanza borse per il diritto allo studio universitario”, denuncia lo studente. Ma l’invettiva più dura è contro quel sistema sociale per cui “se studi lettere e non trovi lavoro, te la sei cercata. Se studi filosofia non ne parliamo neanche. Se studi giurisprudenza devi sapere che ci sono più avvocati a Roma che in tutta la Francia. Se studi economia e non prendi il massimo, sei solo uno dei tanti. Se sei in ritardo con gli esami hai fallito“. Un sistema di cui è vittima la stessa istituzione universitaria, colpevole di “non salvaguardare il benessere psico-sociale degli studenti, messi a dura prova da queste logiche inumane”.

Dal palco dell’evento, Cucchetto ha ricordato i giovani che si sono tolti la vita per non essere riusciti a contrastare quelle logiche, “perché il disagio è strutturale e spesso è parte integrante del percorso di gran parte degli studenti italiani“. La richiesta, quindi, è quella di investire di più su un’istituzione chiamata a rispondere ai grandi problemi del presente: “dalla lotta per la sostenibilità sociale, ambientale ed economica, al gender gap nel lavoro, nella vita, all’estrema polarizzazione delle risorse e alla disparità sociale”. “La mia voce- ha concluso il rappresentante degli studenti- si unisce a quella della mia generazione, delegittimata a sognare, colpevolizzata, costretta a farsi carico delle sfide del futuro che sono le stesse del passato, ma che le generazioni precedenti hanno lasciato incompiute, e che costituiscono un fardello dal quale ormai non possiamo più sottrarci”.

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