Boccia: “Regioni rispettino impegni, non tolleriamo più violazioni”. E alla Sicilia: “Statuto incostituzionale”

Se una Regione si impegna a modificare una legge, lo deve fare rispettando i tempi, dice Boccia. E ricorda: dal 2015 si contano oltre 280 impegni non ottemperati
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ROMA – “Nel 2021 le Regioni che non avranno rispettato gli impegni assunti davanti al Governo nel modificare una norma nel 2020 non avranno la fiducia del dipartimento Affari regionali sugli impegni dell’anno successivo. Si tratta di una violazione della leale collaborazione“. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, in audizione in commissione Questioni regionali, sul processo di attuazione del regionalismo differenziato.

E ha aggiunto: “Abbiamo dati inediti e non possiamo più tollerare impegni non mantenuti. Dal 2015 si contano oltre 280 impegni non ottemperati da parte delle Regioni, numeri alti rispetto alla mole di attività normativa”. 

“STATUTO SICILIA CON ARTICOLI INCOSTITUZIONALI, VA MODIFICATO”

“E’ vero che l’autonomia incide sulle Regioni a statuto ordinario ma le valutazioni di questi anni dimostrano come gli effetti indiretti della legislazione concorrente e delle modifiche normative intervenute si ripercuotono sulle Regioni a statuto speciale. La Regione autonoma siciliana ha poi la caratteristica di avere uno statuto con articoli oggettivamente incostituzionali“, ha detto ancora Boccia.

“Penso abbia senso- ha proseguito- raccordare un tavolo tra le Regioni a statuto speciale che hanno esigenze diverse e penso che la Sicilia abbia una forte necessità di modificare lo statuto. Su questo va aperto un dibattito serio”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, in audizione in commissione Questioni regionali, sul processo di attuazione del regionalismo differenziato.

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