Ora i due Matteo vogliono la poltrona di Conte: Salvini punta al referendum, Renzi a comandare da subito

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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Visto il crescere delle polemiche attorno al possibile aumento dell’Iva dentro la maggioranza di Governo, alla fine il presidente del Consiglio è stato costretto a scendere in piazza per annunciare ai giornalisti che i 23 miliardi necessari sono stati trovati. Ora toccherà trovare gli altri 7-10 miliardi per fare quello che il nuovo esecutivo ha promesso. Prima di tutto il taglio delle tasse sul lavoro, per far sì che i lavoratori fino a 26mila euro lordi l’anno si ritrovino presto qualcosa di concreto in busta paga, e così pensar bene di questo nuovo Governo. Ma il presidente Conte ora è stretto d’assedio tra i due Matteo: il leghista Salvini, che sta battendo palmo a palmo l’Umbria, dove si vota il 27 ottobre, e che punta al Referendum per imporre il maggioritario con cui pensa di sbaragliare tutti gli altri; e Renzi, Ital Vivo, che ha lanciato una doppia operazione: togliere consensi al Pd di Nicola Zingaretti, ‘annettersi’ l’elettorato di Forza Italia, quella parte che non vuol morire leghista. I due Matteo sono in azione, e toccherà a Conte cercare riparo nella sua maggioranza, sperando che prevalga e si rafforzi l’intesa per battere chi punta, uno subito l’altro più in là, a prendersi la sua poltrona di premier. Salvini scommette sulla fine anticipata, che le differenze tra M5S e Pd alla fine risulteranno incompatibili. Renzi, in una lunga intervista al ‘Foglio’, mette nero su bianco un vero e proprio avviso al Governo, che suona così: ora comando io. Proprio su un tema caldo come quello della riforma della Giustizia, Renzi sottolinea: «Al momento si stanno vedendo solo loro e forse è meglio così. Non mi preoccupano i vertici di maggioranza tra Bonafede e Orlando senza di noi. Perché senza di noi possono fare i vertici ma non possono fare la maggioranza. Specie sui temi della giustizia». Argomento carissimo a Berlusconi che ancora oggi sul Foglio viene difeso da Renzi per la sua chiamata in causa per le stragi mafiose.

LEGGI DIRE OGGI | EDIZIONE DEL 30 SETTEMBRE 2019

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30 Settembre 2019
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