In Umbria è polemica sulle multe agli eletti che lasciano il Pd

Per Walter Verini, che ha proposto la novità, trentamila euro sarebbero dovuti come "risarcimento per il danno d'immagine e politico"
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ROMA – Chi si candida con il Partito democratico, in Umbria, deve restare a bordo dopo l’elezione. Pena una multa da 30mila euro. È questa la novità che agita la casa dem, poiché preoccupantemente simile alla multa da 100mila euro per i grillini che abbandonano il Movimento e vicina all’idea di Luigi Di Maio di introdurre il vincolo di mandato (in Costituzione, all’articolo 67, si sancisce l’esatto contrario, cioè il divieto di mandato imperativo). A proporre la novità è Walter Verini, commissario Pd in Umbria.

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“Inseguire il M5S, prevedere una multa, inserire una sorta di vincolo di mandato per i candidati alle regionali del Pd in Umbria, non mi sembra affatto una buona idea. Il commissario del Pd Walter Verini ci ripensi”, scrive su facebook Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato.

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“Che il Pd possa prevedere una multa per i propri eletti in regione in caso di uscita dal gruppo è grave e preoccupante. La toppa che prova a metterci il commissario Pd Verini parlando di ‘risarcimento per il danno d’immagine e politico’ poi è peggio del buco. E’ esattamente quanto previsto dal contratto privato fatto sottoscrivere ai candidati M5s e dagli statuti incostituzionali di quei gruppi. Dobbiamo pensare che sia il sì dei democratici alla proposta di Di Maio sul vincolo di mandato?”,  dichiara Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa.

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30 Settembre 2019
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