Latina abbraccia Salvini, lui scherza: “Non dite che sono Mussolini”

Bagno di folla nel capoluogo pontino per la prima festa regionale della Lega
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ROMA –  Un bagno di folla ieri sera nel capoluogo pontino per la prima festa regionale della Lega, giunto al culmine con l’arrivo, tanto atteso, del vicepremier Matteo Salvini. “Salvini salvera’ l’Italia perché per la prima volta c’ è un politico che mette davanti gli italiani agli interessi dell’Europa- spiega un giovane militante del partito giunto da Roma per partecipare alla manifestazione- lo abbiamo visto in occasione del Def e dei provvedimenti che vanno in direzione del popolo più che della politica, dei poteri forti, dell’ Europa e delle banche. Quindi si rimette al centro la dignità, la sovranità a discapito degli interessi delle altre nazioni straniere”.

Migliaia di persone in piazza, bandiere, cori da stadio. Latina archivia i tempi in cui ‘Lega’ era sinonimo di ‘Nord’, e riserva a Matteo Salvini un abbraccio davvero corale. Tricolore ovviamente. Ad accogliere il vicepremier, tra gli altri il sottosegretario Claudio Durigon, una vita nel sindacato Ugl: “La priorita’ di questa terra, e di tutto il paese, e’ il lavoro. Con il superamento della Fornero aiutiamo le persone ad andare in pensione prima. E liberiamo migliaia di posti di lavoro”, spiega.  L’antica Littoria cambia verso. E aderisce anima e cuore al nuovo progetto salviniano. Cosi’, almeno, dice la piazza di stasera. Lui, Salvini, non disdegna toni e battute d’altri tempi. A Roma, solo un paio d’ore prima, aveva detto: “Io dell’Europa me ne frego”. In piazza a Latina, cita esplicitamente Mussolini, quando bacchetta l’amministrazione, rea di aver cambiato il nome ai giardinetti comunali. Da ‘parco Mussolini’ a ‘Falcone e Borsellino’.

 

Uno slancio che non deve stupire, se e’ vero che il fascismo nell’agro pontino redento, un tempo ‘malefica palude’, si e’ fatto ricordare per opere. “Gli italiani devono tornare a fare i bambini e non mi si dica che sono come Mussolini”, dice non a caso il leader leghista strappando l’ovazione piu’ convinta della folla.  E si congeda, con la maglietta della polizia ormai matida di sudore: “Io di solito passo i fine settimana a Milano dai miei bambini, ma oggi ho voluto essere accanto alla polizia, che festeggia il patrono San Michele Arcangelo. E accanto a voi”, dice. Le persone lo chiamano per nome. Qualcuno lo definisce ‘eroe’. Lui si ritrae. “Gli eroi sono quelli che rischiano la vita per gli altri. Come i vigili del fuoco. Io- dice- sono qui per voi. Vi ringrazio uno per uno, perche’ stasera avete tolto tempo alle famiglie per essere qui”.

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