Made in Italy, l’affondo di Paolo Barilla: “Etichette per la pasta? Un boomerang”

Il nuovo decreto prevede che un prodotto possa definirsi 'Made in Italy' se contiene più del 50% di grano italiano
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ROMA – “Il decreto per l’etichettatura dei prodotti per la pasta” è un “boomerang, è l’emblema di quando non si fanno le cose insieme”. Lo denuncia Paolo Barilla, intervenendo al convegno ‘Crescita vs crisi’ organizzato dalla ministra Beatrice Lorenzin. Si chiede di “etichettare un prodotto che abbia una minima percentuale oltre il 50% di grano italiano per chiamarlo Made in Italy”, ricorda. “Apparentemente sembra un vantaggio mentre invece abbiamo tirato un boomerang”, attacca.

“SAREMO MENO COMPETITIVI E IL PRODOTTO NON SARA’ MIGLIORE”

“È una situazione che si è creata perché il ministero dell’Agricoltura non ha lavorato con la parte che trasforma e dà valore al prodotto” agricolo. Con questa misura “avremo più costi, saremo meno competitivi e non avremo un prodotto migliore italiano perché non c’è un incentivo a migliorare la produzione italiana di grano”. In Italia, infatti, ricorda infine Barilla, “si fa grano eccellente per il 10 per cento della produzione”, conclude.

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