Bologna, lavori finiti: ecco le rampe che ‘aprono’ il Crescentone ai disabili

Lavori finiti in anticipo per gli 'scivoli' arrivati in piazza Maggiore
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BOLOGNA – Ora il Crescentone di Bologna ha le ‘orecchie’. Sono terminati, infatti, i cantieri per l’attesa realizzazione di due rampe per favorire l’accesso delle persone con disabilità motorie alla parte rialzata di piazza Maggiore. Conclusi i lavori, sono stati rimossi i teli che fino a ieri hanno circondato l’attività degli operai e ora sono visibili e utilizzabili gli scivoli, cioè due rampe semicircolari poste a metà dei lati lunghi del rettangolo di granito, che riprendono i cromatismi del disegno della pavimentazione storica: è il risultato del progetto approvato dal Comune dopo le modifiche richieste dalla Soprintendenza. I lavori sono iniziati subito dopo Ferragosto e, in base alla tempistica annunciata da Palazzo D’Accursio, sarebbero dovuti andare avanti fino al 9 settembre. L’operazione si è dunque conclusa in anticipo, evitando così anche l’interferenza tra i cantieri e il concerto di Radio Bruno previsto per domenica.

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Comune: “E ora via altre 1.000 barriere”

Conclusi i lavori per la realizzazione delle rampe per l’accesso dei disabili sul Crescentone (“Una bella notizia”, commenta su Facebook il sindaco Virginio Merola) il Comune di Bologna guarda già oltre: “Questo è solo l’inizio. Ora rimangono oltre 1.000 barriere architettoniche da rimuovere nel nostro territorio per essere una città europea accessibile per tutti”, scrive sempre sul social network l’assessore al Terzo settore e al Lavoro, Marco Lombardo.

“E’ stata una battaglia lunga e complessa- dichiara Lombardo- della quale ringrazio tutti quelli che si sono battuti nella società ed in Consiglio comunale in al di là delle diverse appartenenze politiche”. Inoltre “ringrazio il disability manager Egidio Sosio- continua l’assessore- e tutte le persone disabili che finalmente potranno avere la possibilità di accedere ad una piazza che rappresenta il cuore della città“. Questa era “una battaglia simbolica- sottolinea Lombardo- ma non era solo un simbolo. E’ molto di più. E’ un precedente. Abbiamo tutti insieme dimostrato che possiamo andare oltre i nostri limiti delle barriere fisiche ed interiori costituite dai nostri pregiudizi”.

Allo stesso tempo, “abbiamo dimostrato che la tutela del nostro paesaggio e delle nostre bellezze urbanistiche ed architettoniche si deve coniugare con la tutela dei diritti fondamentali delle persone perché non possono esistere insormontabili ostacoli tecnici che non possono essere rimossi”, aggiunge l’assessore. Non rinuncia ad una punta polemica Massimo Bugani (M5s): “Su questo tema eravamo tutti d’accordo, maggioranza e opposizione, eppure sono serviti due anni per vederne la realizzazione. La burocrazia e i mille soggetti che si dividono pareri e competenze costringono a tempi biblici. Bisogna sicuramente intervenire e snellire la macchina”.

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