Vaccini, dal Comune Bologna patrocinio (di nuovo) a evento con paladino ‘No vax’

La rassegna è in programma dall'1 al 3 settembre al parco dei Giardini di via dell'Arcoveggio
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di Maurizio Papa, giornalista professionista

BOLOGNA – Il BoEtico vegan festival, patrocinato dal Comune di Bologna tramite il quartiere Navile, ‘scivola’ di nuovo sul terreno dei vaccini: anche quest’anno, infatti, tra gli ospiti della rassegna (in programma dall’1 al 3 settembre al parco dei Giardini di via dell’Arcoveggio) trovano spazio i paladini della lotta alle vaccinazioni obbligatorie. In particolare, nella sezione dedicata alla “informazione medico scientifica”, il festival propone “un imperdibile” Marcello Pamio, presentato come “noto divulgatore di tutte le medicine non convenzionali” e “informatore libero”.

CHI E’ MARCELLO PAMIO: DALLA BATTAGLIA CONTRO I VACCINI ALL’ESPOSTO CONTRO LORENZIN

Animatore del sito “Disinformazione.it“, Pamio firma articoli che cominciano con frasi del tipo: “Sull’estrema tossicità e pericolosità delle vaccinazioni pediatriche spero non vi siano più dubbi”. In altri articoli, Pamio lega le vaccinazioni all’autismo e ai casi di “morte in culla”.

Del resto, la sua pagina Facebook parla chiaro fin dalla copertina: campeggia l’avviso “Decreto vaccini? Se volete la guerra conoscerete l’inferno“, con tanto di foto tratta dal film “Il gladiatore”. Non a caso, lo stesso Pamio informa sul suo sito di aver personalmente presentato a fine luglio un esposto contro il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Pamio è atteso al festival vegano sabato pomeriggio per la conferenza “La fabbrica dei malati“, che è il titolo di un suo libro su “come l’industria farmaceutica crea milioni di malati”. Si ripropone dunque una situazione simile a quella della precedente edizione del festival, che fece discutere per l’annunciata presenza di “uno dei tanti genitori che si ribellano e rifiutano una legge ortodossa”, come dichiarò allora una delle organizzatrici della rassegna, Marina Atti.

AL FESTIVAL ANCHE L’ALIMENTAZIONE VEG PER I BAMBINI

In più, un altro argomento delicato presente tra i contenuti del festival (sia l’anno scorso che in questa edizione) è quello dell’alimentazione veg anche per i bambini: ne parleranno il pediatra Mario Berveglieri e l’avvocato Carlo Prisco, già ospiti della rassegna nel 2016. Come un anno fa, il festival oggi è stato presentato nella sala stampa del Comune: “L’unico obiettivo che abbiamo è diffondere la cultura del veganismo senza speculazioni” perchè oggi “se ne parla con tanta confusione”, afferma Atti. E i vaccini? Al pari dello scorso anno, “nel programma non se ne parlerà”, continua Atti, ma “abbiamo comunque degli ospiti che si occupano anche di quelle che possono essere informazioni dietro a questo pandemonio che è saltato fuori”. E se già un anno fa erano scoppiate le polemiche, è successo perchè “come libera cittadina avevo sostenuto una mia personale opinione e la ribadisco: secondo me- afferma l’organizzatrice- una persona può avere il diritto di scegliere quello che meglio crede, quando è guidata da un medico o comunque da qualcuno che in materia ti può consigliare in modo scientifico su quali sono i rischi e su cosa si va incontro sia a fare che a non fare un vaccino. Si chiama semplicemente libera informazione“.

GLI ORGANIZZATORI: NOI NEUTRALI E PER LA LIBERA INFORMAZIONE

Come organizzatori del festival “siamo neutrali- aggiunge Atti- e diamo spazio alle persone che portano libera informazione, non prendiamo una posizione”: questo in modo che “la gente si informi e scelga liberamente. Questa è democrazia”. Atti, infine, chiarisce che il festival “assolutamente” non riceve fondi dal Comune e che ad avere il patrocinio di Palazzo D’Accursio è l’associazione Ca’ Bura, che gestisce il parco e partecipa all’organizzazione del festival. Ad ogni modo, il patrocinio (con logo di Comune e Quartiere) compare anche sul manifesto della rassegna.


DIRIGENTE COMUNE BOLOGNA: NO VAX? SIAMO IN DEMOCRAZIA

“Siccome non siamo in una dittatura ma in una città per tutti, tutti hanno diritto, dovere e possibilità di esprimersi, sempre se lo fanno correttamente”. Lo dichiara Osvaldo Panaro, capo del dipartimento Economia e Promozione della città, in merito al patrocinio concesso dal Comune di Bologna per il BoEtico vegan festival. Oggi era al fianco degli organizzatori del festival nella conferenza stampa di presentazione della rassegna in Comune insieme ad Anna del Mugnaio (vicepresidente del quartiere Navile) e Stefano Baratti (presidente dell’associazione Ca’ Bura). “Ribadisco che la posizione del Comune è quella della Regione“, dice Panaro rispondendo alle domande dei cronisti a fine conferenza stampa: cioè si tratta “non solo di rispettare le leggi, ma condividiamo anche il percorso sui vaccini” avviato da viale Aldo Moro. “Poi, siccome non siamo in una dittatura ma in una città per tutti- aggiunge il dirigente comunale- tutti hanno diritto, dovere e possibilità di esprimersi, sempre se lo fanno correttamente. Quindi io non lo vedrei come strano”.

Sulla sinistra Osvaldo Panaro

“IN EFFETTI NON AVEVO LETTO PROGRAMMA E NON CONOSCEVO PAMIO…”

Detto questo, il programma “in effetti non avevo letto nel dettaglio, questa persona non lo conoscevo“, aggiunge Panaro riferendosi a Marcello Pamio. Il dirigente sottolinea però il fatto che “non diamo il patrocinio alla persona, lo diamo ad un’iniziativa molto più ampia e più ricca” e poi sono gli organizzatori “che hanno deciso di far partecipare e parlare questa persona, ma non vuol dire che condividiamo” le sue posizioni. Semplicemente “rimaniamo democratici e aperti alla pluralità di voci“, afferma Panaro. E per quanto riguarda la dieta veg per i bambini, tema inserito tra i contenuti del festival, “un pediatra ha sicuramente conoscenze più scientifiche delle mie”, afferma il dirigente comunale.

Intanto, dopo il precedente dell’anno scorso, la giunta di Palazzo D’Accursio era intervenuta pubblicamente due volte sull’incrocio tra il tema dei vaccini e il festival vegano. Il fatto che gli organizzatori “abbiano voluto concedere uno spazio anche ai sostenitori del no alle vaccinazioni obbligatorie non impegna in alcun modo il Comune che, anzi, sostiene la posizione assunta dalla Regione”, disse allora l’assessore all’Economia e alla Promozione della città, Matteo Lepore. Per il futuro sicuramente si sarebbero richiesti “elementi di chiarezza maggiori”, promise invece l’assessore alla Sanità, Luca Rizzo Nervo.

 

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